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Lug 072015
 

Si è tenuta questa mattina, 7 luglio, la conferenza stampa sulla chiusura della prima fase dei lavori relativi alla realizzazione del Parco Archeologico di Blanda.
Durante l’incontro, è emersa l’importanza che gli ultimi ritrovamenti avranno per il territorio di Tortora e non solo.
Tra gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata: il sindaco di Tortora, Pasquale Lamboglia; le Archeologhe che hanno seguito e monitorato giornalmente i lavori, Maria Sergi (Università degli Studi di Messina) e Daniela D’Alto (direttore tecnico della “Marine Sub”); il Prof. Fabrizio Mollo, dell’Università degli Studi di Messina.
Per quanto riguarda il lavoro di scavo, come hanno spiegato le archeologhe, si è proceduto in due fasi operative.
Una prima fase di ripulitura e di messa in luce di strutture già note, individuate nel corso dei precedenti scavi, che a partire dagli anni ’90 hanno interessato la piazza forense, l’area sacra con i tempietti e l’abitato della città di Blanda.
Nella seconda fase, è stato realizzato un vero e proprio scavo archeologico e stratigrafico in aree non indagate in precedenza.
Tra i tanti ritrovamenti anche un sistema di canalizzazione delle acque, costituito da un pozzetto di forma quadrangolare ed un allineamento di tubuli che indicano la presenza di un canale sottostante, che serviva come sistema di raccolta e di smistamento delle acque piovane.
È stato individuato, inoltre, un edificio che presenta un orientamento diverso rispetto alle strutture del Foro; esso potrebbe essere addirittura un’abitazione che ricalca l’abitato lucano. Tale scoperta potrebbe rappresentare una grande novità e darebbe la possibilità di mettere in relazione le due fasi che caratterizzano la città di Blanda: quella lucana e quella romana.
L’antica cittadina, torna sempre più alla luce per offrire una nuova e importante opportunità di crescita turistico-culturale per il territorio di Tortora e l’intero comprensorio del Golfo di Policastro.
A questo proposito, il Prof. Fabrizio Mollo ha annunciato che, insieme al Prof Francesco La Torre, padre putativo dell’attività archeologica a Tortora, sta organizzando un convegno di interesse nazionale sul tema della produzione iconografica della ceramica. Tale produzione, che probabilmente proprio a Blanda aveva trovato il suo centro principale di fabbricazione, veniva esportata in tutto il Golfo di Policastro. (VB)

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