Flash Feed Scroll Reader
feb 192015
 
image_pdfimage_print

“Che bello sarebbe … Bisognerebbe fare l’amministratore pubblico per tutto il periodo del mandato, come lo si fa nell’imminenza di una competizione elettorale.

In tale periodo Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali esprimono il massimo della cura ed attenzione nel confronti dei cittadini.

Diventano tutto d’un tratto e come per incanto premurosi, gentili, garbati ed il saluto torna ad essere educazione e dovere.

Si lavora di gran lena con impegno inusitato, straordinario e che sorprende.
Vengono reperiti fondi per i più bisognosi e per le famiglie numerose importantissime in queste occasioni;
si risponde con sollecitudine a richieste ed interventi di ogni tipo;
si organizzano, come mai fatto prima, iniziative per il lavoro;
ci si preoccupa di far giungere in qualche famiglia generi alimentari;
si fanno telefonate nelle case o sui cellulari per chiedere se qualcuno ha bisogno di lavorare oppure per proporre qualche lavoretto a chi potrebbe essere in difficoltà e che magari ha anche una bella famigliola.

Tutte cose buone, amabili, degne di ammirazione, di amministratori sensibili, diligenti, zelanti, che sono a servizio della collettività.
Ma perché farle solo in preparazione di elezioni siano esse amministrative o politiche?
Forse ci saranno pure coloro che lo fanno sempre, personalmente ne conosco ben pochi.

Ma, ve lo immaginate, che bello sarebbe se tutto ciò avvenisse quotidianamente, giorno dopo giorno nell’esplicare la vera ed unica politica, quella dell’interesse del cittadino centro di ogni attività?

Purtroppo tali sporadici atteggiamenti diventano il classico specchietto per le allodole, spesso ci si serve degli altri e l’apparente attenzione è un modo per nascondere biechi e parziali interessi.
Triste purtroppo è la considerazione, tutto viene fatto per il fatidico voto, sono i miracoli della campagna elettorale.

Noi siamo per le premure quotidiane disinteressate e lottiamo per questo.

I care, ho cura di te, ogni anno, ogni giorno, sempre, questa è la politica che vogliamo”.

Raffaele Papa

papa