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feb 022015
 
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“Perché ai 161 euro si aggiunge anche l’addizionale corrispondente all’ecotassa, 15 euro, quando risulterebbe che il comune di Pisticci ha fatto un investimento per la bio-stabilizzazione delle frazioni umide e per la dotazione di un impianto tecnologico di preselezione. In base a questo, leggendo la Legge Regionale, quella del 2 febbraio 2001, la n.6, l’eco-tassa non dovrebbe essere di 15 euro ma di 7 euro. Parliamo di 8 euro a tonnellata, pagate dai comuni che conferiscono nella discarica di Pisticci”.
A sollevare la questione è il consigliere provinciale di Policoro, Giuseppe Ferrara.
Che ha aggiunto: “Inviterò con i mezzi idonei tutte le amministrazioni che portano i loro rifiuti a Pisticci affinché sia fatta chiarezza che in termini di risparmio gioverebbe proprio ai cittadini che quotidianamente devono fare i conti con la pressione fiscale, gli alti costi dei servizi essenziali e della vita in generale. A tal proposito mi piacerebbe sapere perché tutti gli altri comuni che conferiscono a Pisticci, se non fosse per quello di Policoro che rappresenta l’eccezione, non sollevano la questione affinché sia rivisto il tariffario. E la Provinzia di Matera, le opposizioni cittadine, cosa fanno? ”.
Giuseppe Ferrara ha inoltre ricordato come il comune di Policoro abbia, nel novembre scorso, redatto il ricorso al Tar nei confronti del comune di Pisticci impugnando la delibera della Giunta pisticcese che “rideterminava la tariffa approvata con delibera di G.M. n. 112 del 12.07.2011 per il conferimento, da parte di altri comuni, enti o ditte, dei RSU nella discarica “La Recisa” ubicata in territorio del Comune di Pisticci, stabilendola in €. 162,00 + iva a tonnellata”.
Ferrara ha ricordato come “a seguito di tale rideterminazione (la tariffa precedentemente fissata era pari ad €.135,78 a tonnellata), ha subito un notevole aumento dei costi di smaltimento dei R.S.U. ed ha, dunque, interesse all’impugnazione”.
Infine, ha aggiunto: “Dalla lettura della delibera impugnata emerge una palese violazione dell’art. 42 del T.U.E.L. (d. l.vo 267/2000), in quanto alcun atto deliberativo di Consiglio Comunale è dato rinvenire nella stessa. Il ridetto art. 42 alla lett. f), come certamente noto a codesto Ecc.mo collegio, attribuisce in via esclusiva ai consigli comunali la competenza relativa alla “disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi”.

pino ferrara