Il dolore del Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro

Ecco la dichiarazioen del Vescovo Nolè in seguito al fermo giudiziario di un sacerdote della diocesi. “Profondamente sorpreso e addolorato dalla notizia del fermo giudiziario di don Antonio Calderaro, accusato dell’ignobile e umiliante reato di abuso su minore, il primo pensiero di richiesta di perdono e di sostegno morale e spirituale va alla’ vittima e alla sua famiglia, riservandomi di incontrala al più presto per una vicinanza più concreta e solidale.
Mentre auspico e prego il Signore perché don Antonio possa dimostrare presto e in modo completo la sua estraneità alle accuse rivoltegli, affermo la mia piena fiducia e collaborazione con la Magistratura perché possa fare chiarezza sulla vicenda in maniera completa e rapida.
Invito i Cristiani della Diocesi a pregare per la vittima e la sua famiglia, per don Antonio Calderaro e per tutti noi Sacerdoti, perché il Signore ci mantenga fedeli alla nostra vocazione di servire Lui e i fratelli in comunione tra di noi e con una vita coerente
al Vangelo. Dico anche la mia vicinanza orante e paterna alla Comunità di San
Costantino di Rivello, anch’essa duramente provata.
A partire da oggi (21 aprile 2015), don Antonio Calderaro viene sospeso a divinis, con Decreto
Vescovile ed esonerato dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale e, al con tempo , viene conferito incarico al legale della Diocesi, Avv. Nicola Gulfo del Foro di Matera, per
l’esperimento di ogni azione a tutela dell’immagine della Diocesi medesima.
Nelle prossime ore informerò personalmente le competenti Autorità Ecclesiastiche
e la Congregazione della Dottrina della Fede”.

croce

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