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mag 152015
 
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Nicola Bevilacqua uscì di casa la sera del 17 maggio del 2003 senza farvi più ritorno. Il giallo non è stato ancora risolto e purtroppo forse mai lo sarà.
A Lauria tutti lo chiamavano “u zingar” per via delle sue origini. Invece a casa lo chiamavano “Cocola” perché da bambino aveva difficoltà a pronunciare il suo nome. Il 17 maggio del 2003 Nicola era a casa con la sorella, quando a un certo punto arriva una FIAT Panda 4×4 di colore verde. A bordo ci sono due suoi amici; lui li raggiunge, sale in macchina e vanno via. Da quel momento, non si è saputo più niente! Dopo una ventina di giorni alla sorella giunge una lettera firmata da Nicola che dice di star bene, la invita a non preoccuparsi, ma soprattutto a strappare il foglio subito dopo averlo letto. La sorella e il papà sanno bene che quella non è la sua grafia, e poi l’indirizzo sulla busta non è esatto: “figuriamoci se Nicola non ricorda la strada di casa. No, non è lui,” e così la lettera finisce sulla scrivania dei carabinieri di Lauria, per i quali, invece, tutto lascerebbe pensare a un allontanamento volontario, anche perché era stato proprio Nicola qualche tempo prima a dire pubblicamente che da Lauria se ne voleva andare. Il caso viene archiviato!
Due anni dopo, nel 2005, ecco arrivare un’altra lettera, questa volta anonima, inviata alla redazione di “Chi l’ha visto?” e agli investigatori: Nicola è stato ucciso, scrive l’anonimo interlocutore, e il suo corpo è stato occultato nelle impervie zone ai confini tra la Basilicata e la Calabria. Le indagini, coordinate dal Dott. Francesco Greco, PM della Procura di Lagonegro, ripartono dalla sera del 17 maggio e dalla Panda 4 x 4 che viene sequestrata e setacciata. Ma niente da fare; nulla che porti a Nicola, il caso viene di nuovo archiviato.

ASPETTIAMO ANCORA GIUSTIZIA!

Per il Presidio
Gerardo Melchionda

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