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Gen 312014
 

In difesa di biodiversità e acqua dolce, domenica 2 l’invito ad osservare gli uccelli a “doppiette spente”.
In Basilicata la festa si svolgerà presso l’Oasi WWF del Lago di Pignola
Zone umide in festa domenica 2 febbraio, Giornata Mondiale per le Zone Umide per ricordare l’urgenza di difendere laghi, lagune e corsi d’acqua e il loro ruolo importante che svolgono nel mondo per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono quali la pesca, il turismo e l’agricoltura, focus delle celebrazioni di quest’anno. Circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono sotto pressione per l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Un’altra minaccia riguarda le specie migratorie che le popolano e che per fortuna da domani potranno essere ammirate senza rischi. Una fortunata coincidenza, infatti, quella che vede chiudere ufficialmente il 29 gennaio la stagione venatoria quest’anno con un timido segnale positivo con l’anniversario delle Zone Umide, domenica. Per il WWF sarà un’ottima occasione dopo mesi di attività venatoria per osservare in tutta tranquillità anatre, folaghe, aironi e i piccoli limicoli e molte altre specie che affollano durante l’inverno le zone umide del nostro paese e fulcro di importanti rotte migratorie tra Europa, Africa e Asia come molte Oasi WWF che saranno aperte per questa occasione.
CACCIA: PRESIDIO WWF PER DIFENDERE LA BIODIVERSITA’ E ALLINEARCI ALL’EUROPA
Dopo anni di lavoro portati avanti dagli avvocati del Panda, dall’Ufficio legale dell’Associazione e dai volontari che svolgono l’attività di vigilanza ambientale il numero dei ricorsi contro i calendari venatori e le deroghe sull’uccisione di uccelli di piccola taglia sono in diminuzione. «Raccogliamo i frutti delle battaglie che portiamo avanti da moltissimo tempo per il rispetto delle norme da parte delle Regioni italiane», commenta Patrizia Fantilli, responsabile dell’Ufficio legale del WWF Italia. «È stato grazie ai ricorsi e ai successivi pesanti interventi dell’Unione Europea», spiega, «che l’adozione di deroghe e il prolungamento ingiustificato dei calendari venatori hanno subito una frenata». Ma è ancora necessario vigilare sul rispetto della Direttive e su una corretta applicazione della legge N. 157 del 1992, la legge sulla caccia che è purtroppo l’unica legge nazionale per la tutela della fauna selvatica in Italia. Intanto il numero dei cacciatori diminuisce. In dieci anni, tra il 2002 e il 2012, le licenze di Porto di fucile a uso caccia sono scese del 21%, da 885 mila a poco meno di 700 mila, secondo la Polizia di Stato. Ma la caccia continua a fare vittime anche tra gli esseri umani: tra settembre e l’inizio di dicembre 2013 ci sono stati quattro morti. Anche sul fronte del bracconaggio c’è molto ancora da fare. E’ un fenomeno diffuso, non solo legato alle armi da fuoco, ed è ancora troppo sommerso. Il tasso di illegalità e criminalità ambientale, in Italia, è così elevato che ogni 43 minuti si verifica un illecito, secondo i calcoli del Ministero dell’Ambiente. Allo stesso tempo il nostro Paese è tra i più ricchi di biodiversità in Europa. Ecco perché il WWF, oltre ad attivare centinaia di azioni legali, opera con un network di oltre 300 volontari, le Guardie venatorie, che intervengono dove le forze dell’ordine non riescono ad arrivare. Dal Nord al Sud, le Guardie svolgono un lavoro prezioso e rischioso in particolare contro il bracconaggio.
ZONE UMIDE: IN ITALIA UN ‘PIT STOP’ PER MIGLIAIA DI MIGRATORI
La Giornata mondiale delle Zone umide, che ricorre il 2 febbraio in ricordo della firma della Convenzione di Ramsar a tutela di queste importantissime zone ricche di biodiversità, è dedicata quest’anno al rapporto con l’agricoltura, in quanto le zone umide sono partner per la crescita e sono state a lungo viste come un ostacolo all’utilizzo agricolo del territorio, ma il loro ruolo essenziale a supporto anche dell’attività agricola sta diventando sempre più chiaro e ci sono pratiche agricole di successo che traggono vantaggio da zone umide in buona salute. Si stima che a questi ambienti sia legato circa il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide. Le aree umide forniscono acqua potabile, aiutano a riciclare l’oro blu e producono il 24% del cibo del Pianeta. Circa due miliardi di uccelli migratori ogni primavera attraversano l’Italia, ponte nel Mediterraneo fra Africa ed Europa, dai piccoli luì alla grande cicogna bianca. Le nostre aree umide rappresentano per molti un ”pit stop”, una sorta di area di servizio lungo le autostrade delle migrazioni per la sosta, l’alimentazione, ma anche la nidificazione.
Conoscere la presenza degli uccelli è un elemento fondamentale per verificare gli effetti dei cambiamenti climatici, individuare le aree di maggiore biodiversità e istituire nuove aree protette: dal 1° dicembre al 31 gennaio viene svolto uno studio sulla distribuzione invernale degli uccelli d’Italia. La ricerca è iniziata nel 2009 e ha permesso di accertare la presenza di 327 specie più 38 di origine alloctona. Ogni dato viene raccolto sul portale Ornitho.it, che anche il WWF sostiene e a cui partecipano le Oasi del WWF, nonché molti singoli soci. Si tratta del primo esempio italiano di progetto di ricerca condotto con l’aiuto dei cittadini (Citizen Science).

Il WWF in Italia gestisce direttamente o in collaborazione, ben 12 Zone Ramsar, confermandosi come il soggetto con più aree umide in gestione nel nostro Paese tra cui, in Basilicata, le Oasi del Lago di Pignola e del lago di San Giuliano.
La festa in Basilicata si svolgerà presso l’Oasi di Pignola con il seguente programma: alle ore 11:00, accompagnati dalle guide dell’Oasi, si potrà gratuitamente visitare il percorso natura ed i suoi capanni di avvistamento per il birdwatching, muniti dell’attrezzatura fornita dalla Coop Novaterra. Al termine dell’escursione è previsto un’aperitivo presso il bar-tisaneria del centro visite della Riserva.

Per info e prenotazioni: 3477691322-3475168091
Roma, Potenza 30 gennaio 2014 Ufficio Stampa WWF Italia, 02 83133233 – 329 8315718 – 06 84497213 – 349 0514472 Uff. stampa WWF Basilicata 0971 411382

wwf

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