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mar 022014
 
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Si chiama “Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare” ed è il primo documentario dedicato alla storia della realizzazione dell’invaso di Montecotugno a Senise. Il titolo è tratto da un verso di un celebre brano di Francesco Guccini, “Il vecchio e il bambino”, che racconta di un dialogo tra queste due figure, così distanti anagraficamente, e di un mondo che non esiste più, tanto bello da non apparire, agli occhi del piccolo interlocutore, legato alla dimensione di un tempo che è stato, ma a quella del sogno e delle favole. “Fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare” è anche il riferimento alla lungimiranza, che spesso è venuta a mancare, di chi doveva programmare un futuro per il territorio del Senisese proprio a partire dal progetto diga. Il lavoro è realizzato dalla testata giornalistica online lasiritide.it, che opera nel territorio lucano dal 2006. Venerdi 7 marzo, alle ore 19.00, il documentario verrà proiettato in anteprima a Senise, presso il Teatro Parrocchiale “Agorà”. La proiezione coinciderà con un anniversario importante: nel marzo di trent’anni fa, infatti, si consumò uno degli avvenimenti più eclatanti di quelli legati a Montecotugno: la presa e il presidio del “fondello”, la grande calotta di ferro, che serviva per chiudere la condotta che dalla diga doveva collegarli alla tubazione centrale per altri lavori che si stavano realizzando tra le due giunture.
Realizzata tra l’inizio degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, la diga di Montecotugno e tutte le opere realizzate contestualmente, rappresentano ancora oggi una delle più importanti infrastrutture mai costruite nel Mezzogiorno. Un’opera che stuzzicò anche l’interesse di Henry Cartier Bresson, il celebre fotografo che immortalò alcuni operai al lavoro nel cantiere diga durante il suo secondo viaggio in Basilicata nel 1973.
Attraverso la ricostruzione giornalistica realizzata in quegli anni dalla TgR Basilicata, attraverso uno straordinario archivio di filmati e di fotografie donate anche da privati, della voce di alcuni dei protagonisti intervistati oggi, il documentario racconterà oltre un ventennio di storia di un territorio.
“Raccontare questa storia – spiega il direttore de lasiritide.it Mariapaola Vergallito- è un esercizio di memoria storica da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni; ma vuol dire, soprattutto, conoscere la storia di un territorio attraverso una chiave di lettura sociologica, antropologica, politica, economica. E tecnica, perché nei fatti, ad oggi, il grande sbarramento sul Sinni rappresenta ancora una delle infrastrutture più monumentali mai realizzate nel Mezzogiorno d’Italia. Ringraziamo con il cuore la TgR Basilicata e i cittadini che hanno voluto donare la loro testimonianza e il materiale in loro possesso per la realizzazione di questo lavoro”.
L’ingresso è gratuito.

Lasiritide.it

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