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mag 072014
 
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Questa Mattina, 7 maggio 2014, nella Casa Circondariale di Potenza, non appena alcuni detenuti di etnia marocchina ed albanese hanno fatto accesso ai cortili per la permanenza all’aperto, hanno innescato una rissa tra loro e soltanto l’immediato intervento di tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio ha evitato il peggio e, mettendo a rischio la propria incolumità, ha saputo egregiamente riportare l’ordine e la sicurezza nel reparto detentivo.
Questo è avvenuto soltanto a distanza di pochi giorni , dove altri detenuti , venendo alle mani , hanno colpito anche un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria costringendolo alle cure presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza.
E’ una situazione , quella del carcere di Potenza, che si fa sempre più incandescente, soprattutto da quando la popolazione detenuta da qualche mese è raddoppiata, nonostante la fortissima carenza di personale di Polizia Penitenziaria del capoluogo lucano.
A dichiararlo è Saverio Brienza , Segretario Regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, l’organismo sindacale più rappresentativo della categoria .
In effetti , dice Brienza, mentre l’Amministrazione Penitenziaria si inventa assurde teorie trattamentali nei confronti dei detenuti , del tutto lontane da quelle che dovrebbero, invece, tendere a garantire maggiore sicurezza all’interno dei penitenziari italiani , il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, come quello potentino, è costretto a fronteggiare continue emergenze che sfociano in violenze e atti turbativi alla sicurezza che vengono poste in essere da chi abitualmente delinque e non ha molto da perdere.
E’ noto a tutti che la famosa sentenza “Torregiani” decretata dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcire alcuni detenuti per la violazione dell’art. 3 della Convenzione e per il sovraffollamento delle carceri ; contestualmente la Corte Europea ha intimato questo Paese che entro il 28 maggio prossimo deve adottare misure idonee per rendere i penitenziari italiani idonei ad una detenzione che rispetti principi di umanità , altrimenti migliaia di altre sanzioni saranno comminate all’Italia per altrettanti procedimenti ancora pendenti.
I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma , però, vivendo in una realtà molto lontana dalla quella decentrata, dove non sono certamente loro a sostenere gli episodi di criticità, dove non sono certamente loro ad intervenire in situazioni di violenza e di pericolo, nella totale cecità sia per la carenza di organico della Polizia Penitenziaria, sia di risorse economiche che di mezzi , hanno predisposto che tutti gli istituti di pena devono creare reparti dove i detenuti devono avere la totale libertà di muoversi, pur essendo tali reparti privi di sistemi di allarme, privi di adeguata strumentazione di video sorveglianza, di antiaggressione e di antiscavalcamento murario.
In pratica i reclusi , vengono aperti dalle proprie celle ogni mattina e vengono rinchiusi la sera , trascorrendo le giornate nel dolce far niente o peggio , nell’organizzare risse , violenze sui più deboli , magari evasioni e tanto altro ancora.
Noi del S.A.P.Pe. non condividiamo tutto ciò e non crediamo che la Corte di Strasburgo intendesse questo per riportare le carceri italiane ad essere più vivibili ma pensiamo, invece, a riforme strutturali e legislative che diano maggiori strumenti per garantire la sicurezza degli Istituti penitenziari per i detenuti che appartengono ad un certo spessore criminale, mentre per coloro che non risultano essere pericolosi, risulterebbero certamente più efficaci mettere in pratica percorsi di recupero alternativi al carcere.
L’Istituto penitenziario di Potenza è una struttura del 1950, assolutamente non adeguata agli strandards previsti dalla vigente normativa e soffre una fortissima carenza di organico di Polizia Penitenziaria , dimezzato negli ultimi anni a causa di numerosissimi pensionamenti di personale senza ricevere il dovuto turn-over .
Noi chiediamo all’Amministrazione di fronteggiare l’emergenza penitenziaria di Potenza anche con altri provvedimenti come ad esempio quello di pensare alla costruzione di un nuovo istituto e quello di inviare con immediatezza personale di Polizia Penitenziaria per rinforzare l’attuale organico che non riesce più a gestire una situazione ormai al collasso.

potenza6