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dic 122014
 
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Nel 2013 in Basilicata sono stati estratti 1.270.943.007 Smc di Gas naturale e 3.940.455.398 Kg di Olio greggio. Una TEP (tonnellata equivalente di petrolio) corrisponde a 11,63 MWh di energia elettrica e, a conti fatti, 45.827.496,3 MWh è la quantità di energia primaria estratta dai pozzi, pari ad una copertura del 14,1% di tutto il consumo nazionale.
Volendo quantizzare questa energia, utilizzando il pur ribassato prezzo unico nazionale (pun) di luglio 2014 che ha toccato un minimo di 46,42 €/MWh (dati del G.M.E), ne consegue un ricavo minimo per le multinazionali pari a 978.563.694 €.
A fronte di ciò, il gettito delle royalties del 2013, secondo i dati del MISE (ministero dello sviluppo economico) che si riferisce al saldo della produzione 2011 e alla quasi totalità di quella del 2012, è stato di 199.359.925,66 €
Rapportando questo totale regionale con le entrate dei ricavi minimi delle multinazionali il risultato è di circa il 20% (1/4909), cioè ogni 5 € di ricavi minimi multinazionali 1 € resta alla Basilicata.

Come si vede, i numeri in gioco sono notevoli e la Basilicata sta dando tanto alla comunità e all’economia nazionale coprendo da sola il 14,1% di tutti i consumi nazionali.
Tutto questo contributo in un prossimo futuro è destinato ad aumentare fino al 30%, con un raddoppio delle estrazioni in base al decreto Sblocca Italia del governo Renzi.
A fronte di tutto ciò cosa resta alla Basilicata?

Pensare ad una compensazione energetica viste le quantità in gioco estratte è ragionevolmente impossibile, ma una ricompensa per quanto offerto e donato alla comunità nazionale è lecito e doveroso.
L’Associazione Amici dell’Energia propone un progetto per la “Ricompensazione
Energetica Lucana” R.E.L. in cui il corrispondente economico di un anno di royalities sia messo a disposizione delle famiglie, degli artigiani, delle industrie, dell’economia e della comunità in Basilicata.

Realizzare, in tutti i comuni della Basilicata, progetti per informare e sensibilizzare i cittadini sulle nuove opportunità di crescita e sviluppo sostenibile.
Favorire progetti di efficientamento energetico che permettano alle famiglie, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni di abbattere i costi delle bollette energetiche. In definitiva, generare uno sviluppo sociale con un miglioramento della qualità di vita.

Basti pensare alle numerose imprese che si attiverebbero con le conseguenti ricadute occupazionali.

In breve, ci auguriamo che:
-le famiglie lucane siano sempre più autosufficienti, con un miglior grado di benessere e qualità di vita
-gli artigiani e le piccole imprese siano più vitali e competitive nel mondo del lavoro e dell’economia
-tutti i comuni lucani siano autosufficienti dal punto di vista energetico, magari anche produttori di energia da fonte rinnovabile.

Giulio Ruggieri
www.amicidellenergia.it

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