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mar 202014
 
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Le segreterie regionali di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori addetti alle pulizia delle scuole di ogni ordine e grado della Basilicata in preparazione dello sciopero nazionale del 25 marzo e della manifestazione che si terrà a Potenza nello stesso giorno dalle 9:30 presso la direzione regionale scolastica. Nel capoluogo sono attesi circa 400 lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti “appalti storici” che a partire dal 1° aprile – giorno in cui scadrà la proroga concessa dal governo – rischiano di perdere il posto di lavoro poiché la gara di appalto per l’assegnazione del servizio di pulizia nelle scuole non è stata ancora aggiudicata in modo definitivo e, secondo quanto risulta ai sindacati, la ditta Team Service, prima classificata, non avrebbe ancora firmato la convenzione Consip. A livello nazionale la vertenza interessa 24 mila addetti che rischiano una riduzione dell’orario di lavoro pari al 50 per cento circa.

“Le maestranze lucane – spiegano i sindacati – chiedono di esser ricevuti dal presidente Marcello Pittella per avere delucidazioni sulla iniziativa promossa dalla Regione lo scorso 26 febbraio con una nota inviata al governo nazionale per sollecitare la proroga degli attuali appalti fino al 30 giugno”. Per i sindacati “occorre garantire i livelli occupazionali, retributivi e contributivi senza tagli all’orario”, e allo stesso tempo “prorogare gli appalti fino al 30 giugno per garantire le condizioni igienico sanitarie nelle scuole fino al termine dell’anno scolastico”.

Fisascat, Filcams e Uiltucs diffidano inoltre le scuole e la direzione scolastica regionale “ad adoperare personale Ata per svolgere le attività già oggetto di appalto e ad attenersi pedissequamente al rispetto della normativa vigente in tema di cambio di appalto, nonché al rispetto delle attuali condizioni lavorative e di salario”. I sindacati chiedono inoltre “una ricognizione analitica in ciascuna scuola, del personale impiegato nel pulimento, dalla quale si possa evincere il genere, l’età anagrafica e l’anzianità contributiva di ciascun addetto”. Infine un avvertimento: “Data la situazione di forte tensione sociale, non si escludono mobilitazioni spontanee dei lavoratori e possibili presidi di protesta presso gli stessi istituti scolastici”.

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