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Gen 092014
 

Ecco quanto ha dichiarato Luciano Antonio Capriglione, Presidente Ali-Claai Basilicata:”In questi giorni è iniziata la formazione della Nuova Giunta regionale che dovrà guidare la Basilicata verso la preannunciata “Rivoluzione democratica”. Se sarà un radicale sconvolgimento degli abituali schemi clientelari e lobbistici sarà soltanto il tempo a dimostrarlo, con la presentazione di un programma concreto che miri non soltanto a tutelare gli interessi delle varie categorie sociali, ma anche ad investire con coraggio e nel contempo con avvedutezza sul futuro della piccola e media impresa. Per fare in modo che ciò accada, però, è necessario prestare attenzione a tutte le parti sociali, e non soltanto ai richiami dei tornaconti e dei guadagni; occorre ascoltare profondamente il dramma di chi scende in piazza, di chi urla il proprio dolore e, soprattutto, di chi subisce in silenzio, salvo esplodere con gesti eclatanti. Da un lato, ci sono gli imprenditori, pressati dalla riduzione di disponibilità finanziaria sui conti correnti bancari e dai mancati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sulle relative commesse. Spesso si tratta di persone oneste e competenti che hanno alle spalle una valida esperienza nel campo imprenditoriale, un’attività con bilanci sani e in attivo; nonostante ciò, non vedono all’orizzonte una prospettiva, non per mancanza di idee progettuali, ma per limitate risorse finanziarie. Dall’altro lato, ci sono le banche che non guardano alla fattibilità del progetto d’impresa, bensì alla sterile garanzia immobiliare. Naturalmente è necessario, da parte della classe imprenditoriale, condividere le responsabilità nella gestione d’impresa, evitando di dissipare le risorse economiche già messe a disposizione dalle istituzioni a favore delle imprese ma, probabilmente, non monitorate adeguatamente circa la loro destinazione e fruibilità. L’Art. 47 della Costituzione cita testualmente “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”. Alla luce di quanto costituzionalmente sancito, come associazione di categoria, sottolineiamo che l’utilizzo del risparmio non deve servire ad investire nei titoli “spazzatura” (i cosiddetti derivati), bensì a produrre un benessere collettivo. Ma soprattutto, ci chiediamo quando inizierà il conto alla rovescia per un piano di salvataggio che tuteli le imprese, la parte sana dell’economia, da un tracollo di cui esse, nel più dei casi, non sono affatto responsabili. Un appello concreto è rivolto alla nuova Giunta regionale al ché diventi una esigenza improcrastinabile la creazione di un fondo di garanzia anche in Basilicata che faciliti l’accesso al microcredito d’impresa, unica chance per la ripresa dell’economia reale, non più legata soltanto alla finanza. E ancora auspichiamo che il tanto annunciato snellimento della macchina amministrativa sia davvero una priorità in questo inizio d’anno, affinché le attese speranzose non siano, ancora una volta, disilluse. Ali Basilicata ha le sue idee progettuali ed è disposta a mettersi in gioco, aiutando le istituzioni a trovare una via d’uscita per una crisi dell’economia locale opprimente. Queste idee progettuali provengono non da un’improvvisata relazione ma da un attento studio e confronto tra i validi e competenti ricercatori del CSE (Centro Studi Economici e Giuridici), un organo, interno alla nostra associazione, che si avvale dei migliori professionisti in campo economico e giuridico, i quali lavorano in sinergia proprio per consentire ai piccoli e medi imprenditori lucani di accedere allo sviluppo imprenditoriale e al lavoro autonomo attraverso una semplificazione delle pratiche burocratiche, allo scopo di una equa redistribuzione della ricchezza che riduca le distanze tra la grande imprenditoria industriale e le piccole, piccolissime e medie imprese familiari. Occorre, infine, una “rivoluzione di coscienza” che miri ad un superamento degli egoismi settoriali e particolaristici. Auguriamo alla giunta regionale un prolifico lavoro a vantaggio dei cittadini onesti e degli instancabili lavoratori che ogni giorno compiono enormi sacrifici per mantenere in piedi il tessuto sociale e produttivo. Saremo sempre vigili sentinelle, affinché i programmi enunciati siano messi in atto”.
Marianna Gianna Ferrenti

euro

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