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nov 092014
 
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“E’ giusto mettere in cima alle preoccupazioni la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività di sviluppo delle risorse della nostra regione. Forza Italia in Parlamento ha lavorato per costruire un’evoluzione normativa che consentisse la valorizzazione delle risorse minerarie nel quadro di una tutela ambientale e dello sviluppo dei territori interessati alla formazione del bilancio energetico della nazione”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (FI), a proposito delle manifestazioni organizzate in Basilicata per protestare contro il decreto “Sblocca Italia”. “ Per questo abbiamo concorso a scrivere il contenuto dell’art.36 bis che conferma il principio che una quota (fissata nel 30%) delle risorse fiscali prodotte dalle prossime produzioni minerarie ( nello scarto tra gli 80 mila barili attuali ed i 150 mila autorizzati con le concessioni Eni e Total) sia destinata ad alimentare un fondo permanente per lo sviluppo della tutela ambientale, delle infrastrutture e delle attività produttive. Il salto che ora bisogna compiere e’ quello di dotarsi di strumenti adeguati per gestire in modo efficace e lungimirante le risorse finanziarie di cui la Regione potrà già disporre per finanziare un progetto poliennale di sviluppo con azioni, opere, interventi e relative coperture finanziare. In questo senso bisogna interrompere il corto circuito che ha dominato la spesa delle risorse rivenienti dal petrolio in questi anni che hanno sostanzialmente sostituito la riduzione ed i tagli della spesa corrente. Ugualmente senza esitazione la Regione Basilicata deve rivendicare, sul piano istituzionale e politico, le sue prerogative al pari di altre Regioni sollevando un conflitto di competenze con lo Stato restando, a costituzione vigente, la materia energetica una competenza concorrente. Al governo Renzi abbiamo contestato un orientamento centralista che fa morire nella culla il federalismo cooperativo e solidale che abbiamo coltivato in questi anni. La risposta alla crisi del regionalismo non e’ il centralismo, ma un nuovo regionalismo responsabile e collaborativo con gli interessi della nazione e dell’intera Europa”.

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