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ott 072014
 
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Si è svolto a Senise il Coordinamento locale del Circolo del Nuovo Centro Destra, alla presenza del Coordinatore Provinciale Antonio Amatucci. Dopo un’ampia relazione del Coordinatore cittadino Francesco Addolorato e una articolata discussione sul tema della reindustrializzazione del sito produttivo inattivo ex ME.COM. srl, è stato approvato, ad unanimità, il seguente documento:
Sono trascorsi ormai quasi cinque mesi dalla firma dell’accordo per la reindustrializzazione del sito produttivo inattivo Ex ME.COM. srl, ma l’iniziativa ha, invece, reso manifesta la volontà della Regione Basilicata di realizzare nel territorio di Senise un opificio di rifiuti, scelta sulla quale il Nuovo Centro Destra di Senise ha già espresso la propria netta contrarietà.
Tale posizione è dettata essenzialmente da considerazioni legate alle vocazioni del territorio ed alle politiche di sviluppo dell’area, e si è rafforzata ancora di più in seguito ai laceranti conflitti sociali che sono emersi in questi mesi tra la popolazione senisese, lacerazioni dalle quali non sono avulse le stesse formazioni politiche.
È necessario, secondo il N.C.D , tornare allo spirito e alla logica che hanno ispirato l’accordo base per la reindustrializzazione dell’Azienda ex ME.COM, siglato nel gennaio 2013, dal quale si evinceva la necessità di recuperare a un sano meccanismo produttivo l’impresa inattiva già individuata ed in crisi e di salvaguardarne ed implementarne i livelli occupazionali.
Tale prospettiva non può,tuttavia, essere disgiunta dalla necessità di riconvertire la produzione, nel rispetto della compatibilità col territorio e con la sua vocazione, che non è certo rappresentata dalla creazione di una filiera di rifiuti e tanto meno dalla produzione di CSS.
L’NCD di Senise non nasconde di nutrire serie preoccupazioni in merito alla scelta di favorire la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti e di produzione di CSS della portata di quello presentato dalla Nep Italy, considerando il valore strategico che un tale impianto avrebbe nella gestione regionale dei rifiuti, con la conseguenza di fare del territorio del Senisese un’area strutturalmente destinata a tale filiera. Tra l’altro, al momento, si agisce in regime di deregulation, essendo ancora in vigore il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel lontano 2002, di volta in volta derogato con provvedimenti legislativi estemporanei.
La strada da percorrere è, ad avviso del N.C.D, di tutt’altra natura. La Regione Basilicata è ancora in tempo per rimodulare il bando per favorire l’insediamento di un processo produttivo compatibile con la vocazione del territorio, che è principalmente quella turistica e agricola, con un tessuto produttivo legato essenzialmente alle piccole e medie imprese, come dimostrano le scelte della stessa Regione Basilicata con il Programma Speciale Senisese, caratterizzatio dalla sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi. Questo anche alla luce del fatto che Senise è comune del Parco Nazionale del Pollino e sede dell’invaso di Monte Cotugno, la cui importanza strategica sul piano dell’approvvigionamento idrico e della valorizzazione turistica, sono ben noti, come dimostra il cospicuo investimento sul macroattrattore in fase di realizzazione sul lago.
La stessa ipotizzata delocalizzazione in contrada Santa Lucia, scartando l’area industriale, dimostra la conclamata incompatibilità dell’impianto dei rifiuti con un’area a cospicua presenza antropica e a forte presenza di attività commerciali e industriali di ridotte dimensioni, come quella di contrada Pianizzi.
Il problema dei rifiuti, del quale si comprende la drammatica criticità, non può essere affrontato con scelte illogiche, ma risolto con una programmazione oculata e rispettosa delle vocazioni territoriali e dei programmi di sviluppo già in essere, per cui l’aggiornamento del Piano Regionale del Rifiuti si rende ormai urgente ed improcrastinabile.
Per questi motivi l’NCD di Senise propone di riconsiderare la scelta operata dalla Regione, riportando l’iniziativa nei canoni corretti, abbandonando la logica che l’ha ispirata, indipendentemente,in questa sede, dalle valutazioni strettamente tecnico-scientifiche e giuridiche, che pur potrebbero essere svolte a sostegno della tesi della irrazionalità dell’iniziativa. Il partito, pertanto, invita la Regione Basilicata a porre in essere azioni volte a recuperare l’azienda inattiva piuttosto che a sostituirla. E’ possibile, infatti, destinare correttamente i fondi pubblici disponibili, favorendo la riconversione produttiva dell’impresa inattiva e recuperando all’attività lavorativa i lavoratori in mobilità, senza stravolgere la vocazione del territorio ed operare in contrasto con iniziative già programmate ed in corso di realizzazione nell’area.

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