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giu 302014
 
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Il percorso politico che mi ha portato a lasciare il P.D.S., dopo una lunga militanza nel P.C.I.
di Enrico Berlinguer , mi condusse a non aderire ad alcun partito e a ricercare nuove strade e
nuove forme di attività politica indirizzata al bene comune, condividendo le speranze e le
battaglie de La RETE di Leoluca Orlando, di Diego Novelli e di Antonino Caponnetto, aderii al
nascente Movimento per la Democrazia La Rete, che nel suo percorso si trasformò fin dagli anni
‘90 in La Rete per il Partito Democratico.
Noi retini eravamo talmente convinti del progetto del Partito Democratico che dopo la fase
ulivista arrivammo a sciogliere il movimento per far nascere I Democratici, quelli dell’asinello,
quelli di Romano Prodi, eravamo negli anni ’90, credevamo che quello poteva essere il Partito
Democratico.
Nel 2009, a diciotto anni dalla nascita de La Rete, senza nostalgia, ci siamo dati
appuntamento per festeggiare la maggiore età, una festa e la conseguente, necessaria ripresa di
un cammino: nasce la Retitudine, un modo di essere, un modo di vivere, il luogo di quelli che
continuano a sognare anche se qualche sogno, negli anni, è andato in frantumi. Abbiamo
affermato che la speranza sta nell’esserci, sta nella forza di saper cambiare strada senza cambiare
percorso e che la speranza per noi sta nell’assumerci sempre le nostre responsabilità. La speranza
per noi sta nel continuare ad interrogarci, a guardarci dentro e a guardarci intorno, nel nostro
andare ad abbattere un altro recinto.
E il recinto che ora abbiamo deciso di abbattere è il recinto dell’egoismo, ci apprestiamo a
lanciare una grande iniziativa sociale sull’immigrazione, partirà una raccolta di firme per abbattere
piccoli e grandi interessi ed egoismi vogliamo l’Abolizione del permesso di soggiorno, una raccolta
di firme per sensibilizzare il Parlamento, a maggioranza di sinistra, ad abrogare l’attuale legge
iniqua sull’immigrazione che vede morire quotidianamente tanti esseri umani.
Ecco, con questo tema, con questo impegno, con questo sogno, proprio perché non ho mai
smesso di interrogarmi e guardarmi dentro ed intorno, guardo anche alla mia Regione, al quadro
politico che deve assumersi la responsabilità di modernizzarla, al PD che si avvia verso il congresso
del 12 luglio, a cui avendo già fatto avere il mio sostegno negli ultimi appuntamenti elettorali non
farò mancare il mio contributo perché possa essere quel ‘PARTITO DEMOCRATICO ‘ dei nostri
sogni, maggioritario e pluralista, che affermi il primato dell’etica nell’azione politica, che interpreti
una politica rinnovata, che guardi al bene ed alla progettazione del futuro, di un futuro a misura di
uomo dando spessore alla cittadinanza, alla realizzazione della Costituzione che ha bisogno ancora
di essere realizzata e più conosciuta, affrontando nodi che in modo più che evidente sono pietre di
inciampo per lo sviluppo e per la crescita culturale e formativa sul piano autenticamente valoriale.

brigante