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mar 312014
 
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Lavori sospesi sul tratto lucano della Salerno-Reggio Calabria a seguito dell’incidente mortale avvenuto ieri nella galleria Renazza e costata la vita all’operaio Giuseppe Palagano, originario di Nemoli. Dopo il sequestro della galleria ad opera della magistratura, il general contractor Sis, la ditta Lagonegro Scarl (per la quale lavorava il lavoratore deceduto) e le imprese dell’indotto hanno messo i lavoratori in libertà per oggi e forse anche per domani. Sul posto sono intervenuti i sindacati confederali e di categoria – per la Cisl sono presenti Nino Falotico e Michele La Torre – che hanno incontrato i dirigenti della Sis e indetto un presidio permanente almeno fino ai funerali e in attesa che la magistratura faccia chiarezza sui contorni ancora oscuri della vicenda.

“Ci affidiamo agli organi inquirenti per capire la dinamica dell’incidente”, spiega il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che però esprime dubbi sulle prime ricostruzioni pubblicate dalla stampa. “Finora questo cantiere non aveva registrato episodi particolarmente gravi e il fatto che l’opera sia in dirittura d’arrivo può aver determinato un allentamento delle maglie della sicurezza”. Per il segretario della Cisl, Nino Falotico, “è opportuno che la sospensione dei lavori duri il tempo necessario agli accertamenti del caso; bisogna valutare con rigore e scrupolo i fatti per scongiurare che eventuali fattori di rischio possano ripresentarsi in futuro”.

“Mi auguro che gli accertamenti siano rapidi e scrupolosi e chiariscano oltre ogni ragionevole dubbio la dinamica dell’episodio”, continua La Torre che esprime cordoglio ai familiari di Giuseppe Palagano e invita le istituzioni a non abbassare la guardia. “È vero che i dati complessivi ci dicono che gli infortuni sono in calo rispetto agli anni scorsi – osserva La Torre – ma è altrettanto vero che si lavora meno e quel poco di lavoro che c’è è spesso precario e con standard di sicurezza non accettabili”. “Serve più attenzione alla prevenzione, più consapevolezza e una rete di controlli meno burocratica e più efficiente”, aggiunge Falotico. Per i due dirigenti sindacali della Cisl “appellarsi al destino e all’imponderabile, come si fa in questi casi, sarebbe solo l’anticamera di nuove tragedie”.

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