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Gen 082014
 

Il sequestro del depuratore San Sago a Tortora, avvenuto recentemente, è senz’altro una buona notizia per la Calabria e i calabresi.
Grazie al lungo e paziente lavoro inquirente delle procure di Paola e Lagonegro e a quello investigativo delle forze dell’ordine, sono stati portati alla luce una serie di gravi reati che hanno rischiato – e rischiano – di provocare danni ambientali all’ecosistema marino e alla macchia mediterranea dell’alto Tirreno cosentino.
L’azione preventiva delle procure fa ben sperare che la questione della depurazione delle acque sulle coste tirreniche proceda nella direzione del contrasto dei reati ambientali, al fine di tutelare la salute pubblica e preservare le bellezze naturalistiche del territorio.
Questa vicenda sia da esempio a quanti, cittadini e amministratori locali, quotidianamente verificano la presenza di inquinanti nel mare o hanno dubbi sul buon funzionamento degli impianti di depurazione. Grazie anche alle denunce degli amministratori di Tortora, in particolare del sindaco Lamboglia, e dei sindaci del “Comitato per la salvaguardia del Noce”, ai quali va il mio plauso, è stato possibile smascherare gli illeciti che – secondo la procura – sarebbero stati commessi nell’impianto di San Sago.
Mi unisco, pertanto, alla richiesta del consiglio comunale di Tortora di procedere celermente alla revoca delle autorizzazione riguardanti l’impianto, posto che la procura della Repubblica avrebbe verificato che i gravi reati contestati sarebbero stati reiterati nel tempo.
La salvaguardia dei beni comuni è questione che va affrontata con determinazione nella nostra regione. Negli ultimi anni sono emerse forti criticità nelle depurazione delle acque con conseguenze sull’inquinamento marino e su un intero sistema ambientale nonché forti ripercussioni economiche nel settore turistico.
Ora non si aggiunga danno a danno, ma si proceda con determinazione alla bonifica dei siti, alla verifica del funzionamento degli impianti e al controllo e alla prevenzione ambientale delle coste.
La Regione da parte sua si attivi coinvolgendo in questa operazione di tutela dei mari calabresi anche l’Ente regionale parchi marini, istituti che ancora oggi non sembrano assolvere ai compiti per i quali sono stati creati, in particolare la salvaguardia della biodiversità marina e la promozione di un turismo sostenibile.
Per queste ragioni nei prossimi giorni mi farò promotore in sede di consiglio regionale di iniziative tese a sapere a che punto sono gli interventi da tempo annunciati da parte della giunta regionale relativi alla tutela del mare, in particolare sulla depurazione delle acque, e lo stato di attuazione della legge regionale 24 del 2013.

fiume

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