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nov 092014
 
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Studiare e comprendere la storia dell’antica popolazione Normanna può aiutarci a capire parte della storia dell’alto Tirreno cosentino e della Riviera dei Cedri.
Anche oggi è sempre attivo lo studio da parte di scienziati e appassionati nei confronti di questa civiltà che ancora oggi influenza la nostra vita. Come? Ce lo spiega in maniera impeccabile il saggio redatto da Saverio Abenavoli dal titolo “I Normanni: mille anni di memorie storiche e genealogiche della prima dinastia normanna nell’Italia Meridionale (1030-1160) degli Avenel Drengot…”.
Il libro sarà presentato martedì 11 novembre alle ore 17 all’Università degli studi della Magna Graecia di Catanzaro, promosso all’interno dell’Umg Mind the Gap Festival. Alla manifestazione interverranno, oltre l’autore dello studio Abenavoli, anche Luigi Ventura, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro – Andrea Errera, Professore di Storia, Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro – Pietro De Leo, Professore di Storia Medievale, Università della Calabria, Cosenza. Sarà presente l’autore Saverio Abenavoli Montebianco, già direttore dell’Unità Operativa Complessa di Epatologia Policlinico Universitario Germaneto, Catanzaro.
Non un testo di sola lettura, ma uno studio certosino, ricco di riferimenti ad altri volumi per eventuali approfondimenti e riproduzioni fotostatiche che riportano documenti in varie lingue. Tutto questo a sostegno della ricostruzione della “normannitas” declinata a tutto campo, come appare anche dai riferimenti a libri antichi reperibili in internet e da stemmi araldici, illustrazioni e piante geografiche.
Il saggio vuole essere uno sguardo al passato che può aiutarci a tracciare il nostro futuro.
“Per questo – commenta l’amministratore unico dell’Isola di Dino srl – dovrebbe essere numerosa anche la partecipazione della nostra terra, ricca di testimonianze che ricordano questa popolazione. Come le antiche torri di avvistamento poste lungo le coste calabresi, una delle quali proprio sul dorso dell’Isola di Dino, per non parlare del Castello di Praia a Mare che domina suggestivamente l’intero Golfo di Policastro. Dunque partecipare a questo evento potrebbe voler dire riuscire a comprendere meglio le nostre radici e rispettare di più i tesori storici che abbiamo a portata di mano e, ai quali spesso non diamo il giusto valore”.

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