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ott 202014
 
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Ancora un’altra aggressione di un detenuto ( M.G. ) ristretto nel Carcere di Potenza a danno di un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria è accaduto questa mattina nel penitenziario del capoluogo lucano , dopo che lo stesso detenuto aveva dapprima tentato anche l’aggressione nei confronti dei familiari che erano andati a trovarlo in carcere, evitato proprio dal tempestivo intervento della Polizia penitenziaria, a denunciarlo è il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – della Basilicata Dr. Saverio BRIENZA, l’Organizzazione Sindacale più rappresentativa dei “Baschi Azzurri”.
Si assiste ormai in maniera sistematica alle continue aggressioni che i detenuti sviluppano nei confronti della Polizia Penitenziaria che, ricorda BRIENZA , svolge attività di sorveglianza nei reparti detentivi priva di ogni mezzo di protezione e/o di sicurezza.
E’ importante ricordare a tutti , infatti, che la Polizia Penitenziaria svolge servizio all’interno degli Istituti senza armi , mentre i detenuti , con oggetti consentiti dalla legge come ad esempio bombolette a gas (uso campeggio), posate , pentole , lamette da barba e bastoni procurati da suppellettili in uso ai reclusi, riescono a costruirsi delle vere e proprie armi da utilizzare contro la Polizia Penitenziaria e quindi contro lo Stato, oltre ad utilizzarle per eventuali risse tra detenuti stessi.
A Potenza, come negli Istituti di Melfi e Matera, la grave carenza di organico ci preoccupa perché costringe la Polizia Penitenziaria a svolgere servizio in condizioni a dir poco pericolose e massacranti, spiega il segretario regionale e, sebbene l’Italia ha sviluppato numerosi interventi rispetto alla sentenza Torreggiani della Corte europea per i diritti dell’uomo, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha soltanto sovraccaricato i compiti e l’operosità della Polizia Penitenziaria e , comunque, non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità dei detenuti, come ad esempio a Potenza e Melfi che le strutture non rispettano le condizioni previste dalle norme e quindi si assiste ad una sorta di illegalità da parte dello Stato in un ambito dove proprio la legalità è la stella polare di una istituzione come quella penitenziaria.
Una particolare attenzione va affrontata nei confronti della struttura penitenziaria di Melfi , che da qualche anno è stata completamente abbandonata dall’Amministrazione Penitenziaria tanto da causare una fatiscenza negli ambienti di lavoro senza limiti, comportando gravi rischi per la salute sia dei lavoratori che dei detenuti ristretti ed è proprio per questo che il SAPPE auspica che le Autorità competenti intervengano attraverso approfondite indagini e prendano gli opportuni provvedimenti .
Occorre dunque rivedere il sistema dell’esecuzione penale il prima possibile, altro che vigilanza dinamica nelle galere. E allora serve una nuova guida all’Amministrazione Penitenziaria, da mesi senza un Capo Dipartimento, capace di introdurre vere riforme all’interno del sistema a partire dal rendere obbligatorio il lavoro in carcere”.
Al Poliziotto Penitenziario aggredito , il quale ha ricevuto una prognosi di giorni cinque, va tutta la solidarietà del SAPPe , con l’augurio di una pronta guarigione e la nostra richiesta all’Amministrazione Penitenziaria è quella che il detenuto, non nuovo a queste forme comportamentali violente , venga allontanato con urgenza in altra sede in quanto riteniamo che si sia creata una grave e pericolosa incompatibilità ambientale in quella di Potenza .

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