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lug 282014
 
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La questione nasce a proposito dell’art. 4 del nuovo calendario venatorio 2014-2015 che prevede l’abbattimento di esemplari di cinghiali, responsabili di ingenti danni alle colture.
L’associazione interviene nell’ambito delle polemiche suscitate dall’articolo 4, sostenendo che la pratica del selecontrollo, ormai sperimentata nel Parco del Pollino, non solo è prevista da specifici piani di abbattimento approvati dalla Regione Basilicata, ma risponde all’esigenza di contenere gli ormai ingenti danni che la specie arreca alle colture in atto.
Rimane inteso che tale pratica, esclusivamente nei tempi e nei modi previsti dal suddetto articolo, va intesa come strategia d’intervento eccezionale a cui devono necessariamente seguire altri provvedimenti atti a contenere la specie quali:
• Ulteriori studi sulla reale consistenza delle popolazioni di cinghiale anche al di fuori delle aree protette;
• Statistiche approfondite sull’entità dei danni e sulla loro localizzazione.
• Attuazione di misure protettive nei confronti delle colture come colture a perdere o recinti elettrificati.
Nell’esprimere il dissenso da altre forme di abbattimento ipotizzate, quali ampliamento del numero di giornate o aumento dei capi autorizzati o, ancora, caccia in battuta nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, si ribadisce la disponibilità al dialogo con le parti in causa per l’individuazione delle migliori strategie da mettere in campo per ottenere il fine comune del controllo della specie onnivora ed opportunista.

cinghiali[1]