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Nov 082013
 

Ecco il contenuto di una nota del sindaco Vincenzo Corraro di Viggianello. “Continua ad essere singolare e soprattutto irrispettoso nei riguardi delle popolazioni del Mercure e delle amministrazioni del Pollino, il fatto che comuni non ricadenti nell’area si arroghino il diritto di decidere, tenere tavoli di concertazione e stabilire indirizzi di natura politica che più di tutto non danno garanzie sul piano della salute e dell’ambiente e su quello occupazionale, come dimostra il progetto di riconversione a biomasse della centrale del Mercure. Tutti sanno che Papasidero, Mormanno, Lauria non sono comuni ricadenti nella Valle del Mercure e il sistema di compensazioni e di rete di comuni a favore del progetto che ha messo in piedi l’Enel – in modo evidente e strumentale per fornire un’immagine distorta della geografia dell’area – suona in maniera incredibile perché continua ad alimentare negativamente questa assurda vicenda.

Ragionando in questa ottica, non solo altri comuni dell’area dovrebbero indignarsi in tal senso, ma ristabilire un principio legittimo già ratificato dalla comunità del parco, allorquando 28 sindaci su 31 hanno espresso parere contrario su questo progetto. In più sfugge il fatto che i comuni che hanno intrapreso l’azione legale contro l’Enel sono Viggianello e Rotonda e non si capisce a che titolo e secondo quale logica del diritto questi 7 comuni chiedano un rinvio della udienza del Tar Calabria del 15 novembre prossimo.

In riferimento all’incontro tenuto ieri con il presidente del Parco Pappaterra, esprimiamo amarezza e sconforto che la richiesta dei sindaci e dei delegati delle popolazioni di non rinviare l’udienza del 15 novembre non è stata accolta, ciò dimostra che il parco, le regioni e l’enel hanno paura della decisione del Tar. I comuni e i comitati hanno chiesto l’immediata sospensione della attività di produzione della centrale sino alla decisione definitiva.

E’ stato richiesto inoltre un incontro in loco con il Ministero dell’Ambiente per verificare l’assoluta inconciliabilità della centrale col territorio e con le norme di salvaguardia e tutela del parco. La delegazione ha lamentato che nessun controllo ad oggi viene effettuato sull’inquinamento prodotto dalla centrale e sul rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione.

I sindaci hanno dichiarato la volontà, qualora la centrale rimanga in funzione, di uscire dal Parco poiché a quel punto privo di qualsiasi ragion d’essere. La popolazione incredula non riesce a comprendere come un organo supremo come l’Ente Parco non sia in grado di avere autonomia decisionale su come gestire il proprio territorio, che, secondo Pappaterra, deve sottostare alle decisioni politiche che provengono dai governi centrali e regionali.

Nel frattempo i cittadini, sindaci e movimenti, che non rinunciano all’espressione, mantengono il presidio nelle sale del “Parco” in Assemblea Permanente”.

corraro

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