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Set 162013
 

Da oggi il Palazzo di Giustizia di Melfi è già soppresso ed accorpato a quello di Potenza, quindi con esso tutte le competenze territoriali delle Sezioni giudicanti e della Procura della Repubblica della città, nonostante la mobilitazione del mondo politico lucano e delle professionalità forensi della città federiciana , con la vibrante solidarietà della popolazione del Vulture-Melfese , che probabilmente è la categoria più colpita dal provvedimento legislativo , anche dopo l’occupazione della Sala Riunioni “Vincenzo Verrastro” della Giunta Regionale che si protrarrà ad oltranza fino alla riapertura al dialogo con il Ministero della Giustizia – lo denuncia Saverio Brienza , Segretario Regionale del S.A.P.Pe. , Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria della Basilicata – .
Questo volere politico che riguarda la riforma per una nuova geografia giudiziaria di tutta la Repubblica, in teoria dovrebbe risultare un provvedimento che si armonizzi con la “spending review “ dell’allora Governo Monti ed invece chi scelleratamente ha pensato questo anche per Melfi non ha fatto i conti con una realtà territoriale , quella lucana, già di per sé priva di infrastrutture , che rendono le sedi delle istituzioni a dir poco irraggiungibili e dove l’unica arteria stradale che collega Melfi al capoluogo di regione, risulta essere una strada che negli ultimi venti anni ha contato decine e decine di vittime .
Vi è da sottolineare, inoltre, che il Vulture-Melfese è sempre stato un territorio dove sia il fenomeno della delinquenza comune che quello della criminalità organizzata sono stati sempre al centro dell’attenzione delle istituzioni della magistratura e delle forze di Polizia , proprio per i frequenti episodi di cronaca , dovuti anche alle infiltrazioni di esponenti della criminalità pugliese e campana , che vengono agevolate da un territorio che si presta facilmente .
Oltre al danno provocato al territorio , ai cittadini di Melfi , ai dipendenti del Tribunale e tutta la popolazione dell’interland Melfese , il provvedimento colpirà inesorabilmente non solo tutte le forze di Polizia ma anche la Polizia Penitenziaria, che probabilmente dovrà farsi carico di un enorme aggravio di lavoro nel provvedere alle traduzioni degli arrestati dall’Istituto Penitenziario di Melfi al Palazzo di Giustizia di Potenza per le udienze di convalida , anche se l’art. 123 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale prevede che le udienze di convalida e degli interrogatori si svolgono neil luoghi dove i detenuto sono custoditi .
Questa situazione va a peggiorare una condizione lavorativa del personale del carcere di Via Lecce , già precaria a causa del sovraffollamento carcerario e della carenza di organico della Polizia Penitenziaria che a livello nazionale si attesta intorno alle 7.000 unità .
Il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria esprime la propria vicinanza e solidarietà a coloro che manifestano per la chiusura del Tribunale di Melfi e si aspetta che l’attuale Ministro della Giustizia nel prendere atto delle enormi criticità assuma responsabilmente una rivisitazione del provvedimento .

melfi

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