BASILICATA Flash Feed Scroll Reader
CALABRIA Flash Feed Scroll Reader
CAMPANIA Flash Feed Scroll Reader
Dic 132013
 

Ecco quanto dichiarano congiutamente ACA, ALI, CLAAI, sigle associative dalla parte dei cittadini e delle realtà imprenditoriali e commerciali lucane.
“Per l’ennesima volta l’Europa cerca di mettere mano al mercato interno di ogni singolo Stato con l’intento apparente di calibrare il libero esercizio di servizi commerciali eliminando quei cavilli burocratici che diventano barriere invincibili a causa del mancato snellimento della macchina amministrativa.
Nonostante i buoni propositi l’effetto che scaturirà sarà opposto. Procediamo per gradi. L’Italia con il decreto legislativo n.59/2010 ha recepito una normativa della Comunità Europea 2006/123/CE. Per quanto il decreto venga incontro ai consumatori perché favorisce un appetibile abbassamento dei prezzi, esso danneggia irrimediabilmente l’anima più debole del commercio, quello ambulante, che vive già notevoli difficoltà causate dalla crisi economica, dalla svalutazione dei prezzi e delle merci e dalla mancanza di un flusso costante nella circolazione della moneta.
Ad acuire la preoccupazione è proprio il suddetto decreto legislativo del 2010 che vede l’Italia costretta a mettersi al passo con quanto l’Unione europea esige.
Non saranno più soltanto “le persone fisiche o le società di persone” a poter fare richiesta di licenza per il commercio ambulante ma anche a “società di capitali o cooperative” (art. 70, comma 1), in questo modo l’accesso alle licenze da parte della grande distribuzione creerà una concorrenza sleale, generando il serio rischio di un monopolio nei confronti non solo dei commercianti ambulanti ma anche di tutte quelle piccole attività commerciali e ad impresa familiare che per anni hanno svolto un servizio “storico” nei mercati rionali.
Inoltre il decreto attribuisce responsabilità nel rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio commerciale ambulante sul suolo pubblico alle Regioni e ai Comuni di riferimento, abilitando perfino la vendita a domicilio, un altro aspetto che va a danneggiare chi svolge l’attività nei mercati di quartiere.
Per questi e per molti altri motivi, l’A.c.a. Basilicata (Associazione Commercio Ambulante), assieme all’Ali Basilicata e alla Claai Basilicata, si fa carico degli echi provenienti dalle contestazioni che in questi giorni stanno mobilitando il territorio nazionale e invita i commercianti ambulanti lucani a riflettere su quanto argomentato, dato che le questioni dei colleghi nazionali sono le medesime che attanagliano la piccola e media imprenditoria artigianale lucana”.

Controlli-sugli-ambulanti-alla-Commenda

 Lascia una Risposta:

*