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Mar 052013
 

L’otto marzo, lo Zonta International celebra il Rose Day per onorare rigorosamente questa giornata dedicata alla donna. Il simbolo zontiano è, infatti, una rosa gialla e tutti i club Zonta nel mondo quasi come una sorta di brand porranno particolare attenzione ai temi delle donne attraverso iniziative di riflessione e sensibilizzazione nella consapevolezza che un mondo migliore per le donne è un mondo migliore per tutti.

Quest’anno questo evento si contestualizza all’interno di uno scenario particolarmente difficile e drammatico a livello nazionale ed internazionale per le donne che, da una parte stanno pagando uno scotto altissimo alla crisi in termini occupazionali, sanitari, di  sicurezza, di servizi sociali e, dall’altra, sempre più risultano vittime di violenza tanto che il femminicidio ha raggiunto cifre spaventose che esigono risposte immediate e decisive anche a livello legislativo. E non solo. E’ giunto il momento per porre fine a quella che ormai può essere definita una vera e propria mattanza e l’8 marzo deve continuare necessariamente ad essere vissuto come un momento di lotta delle donne in tutto il mondo per il riconoscimento dei diritti fondamentali umani. Nella consapevolezza di doversi impegnare in prima linea, lo Zonta International che è una organizzazione femminile di servizio fondata negli USA nel 1919, presente in 63 Paesi con 1200 clubs e con più di 30.000 socie e, sin dal mese di novembre scorso ha promosso a livello internazionale una campagna informativa che si protrarrà fino al 2014 caratterizzata da una serie di iniziative volte a porre fine alla violenza sulle donne e ragazze. Coinvolgere e mobilitare le zontiane di tutto il mondo in una azione comune al fine di promuovere percorsi e progetti ideati nell’ambito di ZISVAW – Zonta International Strategy Violence Against Women -, è l’obiettivo di partenza che ci poniamo, al fine di sensibilizzare la società civile su un fenomeno che va espandendosi a macchia d’olio. Il Distretto 28 di Zonta International, attualmente guidato dalla Governor Sonia Albanese Carotti e diviso in tre Aree comprendenti Germania, Repubblica Ceca, Italia, Turchia, Svizzera e Lichtenstein, ha inteso realizzare uno spot dal titolo “Sui Generis”, che farà da motivo conduttore in tutte le iniziative promosse dai vari club Zonta distrettuali che aderiscono alla campagna Zonta Says NO. Già a partire dal mese di marzo, in diverse città italiane ed europee si svolgeranno conferenze e tavole rotonde cui prenderanno parte autorevoli esponenti del mondo giuridico, scientifico e culturale che tratteranno il tema della violenza sulle donne ad ampio spettro. In primis, si sottolineerà l’urgente necessità di sollecitare una coscienza collettiva e una cultura dei diritti fondamentali delle donne riconosciuti da tutti già nella vita quotidiana, nella società, nel mondo del lavoro e, soprattutto, fra le mura domestiche. L’inquietante fenomeno della violenza sulle donne invita a una riflessione e ad una azione costante condivisa a livello planetario: questo è il punto di forza della campagna Zonta Says NO che si coordina, inoltre, con la campagna delle Nazioni Unite Say No UniTE per favorire una più ampia conoscenza degli sforzi che Zonta International compie attraverso progetti specifici sia a livello internazionale che distrettuale e locale in tutto il mondo. La città italiana che il 7 marzo darà inizio alla campagna Zonta Says NO è Milano con la conferenza “Contro la violenza di genere e in genere” promossa dal club Zonta Milano Sant’Ambrogio. A seguire il 12 marzo sarà la volta di Roma e poi Bologna, Palermo, e contestualmente Zurigo e Francoforte, con altre attività dedicate, programmate dai locali club Zonta. A queste prime iniziative di divulgazione della campagna realizzata nell’ambito del Distretto 28 ne seguiranno altre coincidenti anche con la seconda fase programmata da Zonta International che avrà inizio il 25 novembre 2013, giorno in cui tutti i club parteciperanno ad una azione comune e ogni zontiana indosserà un nastro arancione, colore scelto dalle Nazioni Unite per attirare l’attenzione sul problema della violenza sulle donne. A livello locale, il Club Zonta di Potenza avvierà  una serie di iniziative che si succederanno nei prossimi giorni e mesi partendo da alcuni momenti di sensibilizzazione particolarmente significativi. A Potenza, la campagna di sensibilizzazione Zonta says No, infatti, partirà proprio in un ambito fortemente caratterizzato al maschile come quello del calcio. Sabato 9 marzo, alle ore 16,00, presso il campo di calcio del Principe di Piemonte di Potenza, nell’ambito del campionato regionale Categoria Giovanissimi (fascia d’età 14 – 15 anni) i calciatori dell’ASSOPOTENZA che incontreranno gli sfidanti del Pietragalla, entreranno in campo indossando una pettorina e portando uno striscione con il logo e slogan della campagna di Zonta International contro la violenza femminile. E’ evidente la forte valenza simbolica di questo momento sia perché tende a scardinare l’ingombrante e colpevole silenzio su una realtà che non può essere più  negata, sia perché coinvolge gli uomini che rifiutano giustamente di riconoscersi in modelli maschili perversi e violenti e vogliono impegnarsi  in una lotta che non può che essere comune, sia perché, infine, coinvolge le giovani generazioni in un momento educativo che li vede protagonisti e portatori di istanze di giustizia ed affermazione di diritti fondamentali  di cui si spera continueranno nella loro vita futura a farsi portavoce. Accanto ad una diffusione capillare di locandine a sostegno della campagna “Zonta says No”, lo Zonta Club di Potenza  ha fatto richiesta al Comune di Potenza di adozione di aiuole cittadine che, allestite con le simboliche rose gialle, diventeranno il  luogo visibile in città della volontà zontiana in nome di un approccio culturale storico e sociale di genere. Sempre simbolicamente, venerdì 8 marzo, le zontiane potentine consegneranno le rose gialle alle donne pazienti del centro Alzheimer presso l’Ospedale Don Uva di Potenza per testimoniare la vicinanza e l’affetto a donne che a causa della loro malattia hanno perso la memoria delle loro storie personali. Una storia che però la società non può permettersi di dimenticare nella certezza che, proprio l’impegno familiare e professionale della una vita di tutte le donne ha dato slancio allo sviluppo della nostra regione e ne ha definito la storia.

potenza6

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