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Ott 042013
 

Da tempo l’Amministrazione Comunale di Pisticci è sensibile e attiva, sulle tematiche legate alle estrazioni petrolifere e le attività connesse alla coltivazione di idrocarburi in Basilicata e, insieme ad altri Comuni, si è fatta promotrice di varie iniziative non ultima quella tesa al coinvolgimento di tutti i comuni della Regione Basilicata sull’importante questione.
In particolare, Pisticci si inserisce a pieno titolo nella filiera del petrolio, considerato che parte dei reflui derivanti dalle attività estrattive, e non solo (vedi pozzi di oil & gas presenti su tutto il territorio) vengono depurati e smaltiti presso l’impianto di Tecnoparco Valbasento, la cui attività, peraltro, crea forti disagi alla popolazione pisticcese ed in particolare, ai cittadini di Pisticci Scalo e alle aree agricole abitate circostanti al sito.
Ricordiamo che il tema dei “miasmi” provocato dal processo di depurazione dei reflui, fu sollevato dall’Amministrazione Comunale la quale oltre un anno fa, ha interessato le istituzioni regionali, i Ministeri competenti e ha sottoscritto importanti accordi (in fase di avvio), per promuovere progetti in grado di studiare e sviluppare soluzioni scientifiche, con l’Università di Basilicata e il Campus Biomedico di Roma.
Recentemente si è costituito un coordinamento dei sindaci, su forte impulso di Pisticci, con lo scopo di “rimodulare un nuovo modello di governance” individuando nuove forme di ridistribuzione dei benefici derivanti dalle attività estrattive ed indicando tra le priorità la tutela della salute e dell’ambiente.
In particolare, un documento condiviso da numerosi Sindaci Lucani in cui, sono state avanzate proposte di utilizzo delle risorse derivanti dal petrolio per finanziare progetti strategici in termini di possibilità occupazionali nei vari settori produttivi. In quel documento emerge, peraltro, la forte preoccupazione sul ruolo del territorio, una volta esaurito la fonte petrolio, ed in particolare per i territori maggiormente interessati, sia la Val d’Agri, la Val Camastra per le estrazioni sia la Val Basento per la presenza del sito di smaltimento della maggior parte di acque di strato e di perforazione.
A ricercare nuove strategie, inoltre, deve servire l’esempio della Val Basento e Tito (Aree SIN), che scontano in Basilicata un fenomeno di fine industrializzazione legato principalmente al petrolio, dove non è stato concepito, ancora oggi, un modello di reindustrializzazione, basato su tecnologie ecocompatibili a basso impatto ambientale, all’insegna di una nuova economia, sviluppo, sostenibilità ambientale e tutela della salute.
Basti pensare che, nei due siti interessati, ad oggi, non si è ancora provveduto alla bonifica dei processi industriali consumati negli ultimi cinquant’anni. Al contrario, invece, è il caso Tecnoparco di Pisticci Scalo, vi giungono milioni di metri cubi di acque legate alla fase estrattiva del petrolio, che determinano per “approssimazione tecnologica del processo di smaltimento”, un effetto sommatorio ed un conseguente aumento dell’impatto ambientale di questo territorio (Vedi Miasmi e tracce di petrolio nei sedimenti nel fiume) e di tutto il territorio a valle interessato dal Basento, dove insistono attività agricole di pregio, fino a mare, territorio quest’ultimo ad elevata valenza turistica.
Per queste ed altre legittime motivazioni, l’Intera Regione Basilicata, ha il dovere di ripensare ad un nuovo modello della filiera del petrolio, capace anche di reinvestire le risorse attuali, di una fonte energetica esauribile come il petrolio, per la crescita e lo sviluppo di tutto il nostro territorio.
La notizia della visita della Commissione parlamentare Ambiente, territorio e lavori pubblici presso il Centro oli della Val d’Agri, era attesa, inoltre, il Sindaco di Pisticci è stato formalmente invitato, da sua eccellenza il Prefetto Nunziante, all’audizione che si terrà il prossimo 7 ottobre presso il Comune di Viggiano. In quell’occasione il Dr. Vito Di Trani esporrà tutte le problematiche del territorio in materia ambientale, salute, occupazionale e infrastrutturale con particolari riferimenti alle emergenze che investono il territorio pisticcese.

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