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Nov 172013
 

La Ola rende noto che è stato pubblicato l’avviso VIA/AIA per il “progetto definitivo per la realizzazione della discarica per rifiuti speciali con annesso impianto di trattamento da ubicarsi nel comune di Melfi“. E’ possibile presentare osservazioni entro 60 giorni, ovvero entro il 13/1/2014.

La nuova discarica per rifiuti speciali è finanziata con fondi pubblici e costa 974.169,26 euro di cui, 464.873 euro finanziati dall’Unione Europea (fondi POR-FERS), 407.495 euro co-finanziati dallo Stato e 101.800 dalla Regione Basilicata che ne ha approvato l’investimento con la DGR n.1904 del 3/11/2009.

Verrà realizzata dalla società Vulture Ambiente srl, con sede legale a Melfi ma con sede principale a Matera. Una società collegata al business dell’inceneritore Fenice ed al sistema della “rifiutopoli lucana” che avrebbe tra i propri soci la Serinteco srl di Castellano, interessata a realizzare dal 2011 anche la discarica per rifiuti speciali a Tito Scalo.

Con decreto del presidente della giunta regionale 7 giugno 2013, n. 153, pubblicato sul BUR Basilicata n. 22 del 1/7/2013 (I parte) ai sensi della L.R. n. 9/84 – evidenzia la Ola – era stata autorizzata l’esecuzione di perforazioni di sondaggio geognostico sull’area interessata dalla realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi, sita in agro del Comune di Melfi alla C.da “Leonessa”, finalizzati alla caratterizzazione delle terre e rocce da scavo per la redazione del piano di utilizzo (art. 5 – D.M. 10.08.2012, n. 161.

La località Leonessa di Melfi – fa rilevare la OLA- si trova nelle vicinanze dell’area industriale di Melfi, a poca distanza dallo stabilimento Fiat e dall’inceneritore Fenice con la presenza di falde inquinate ancora da bonificare. L’area agricola sottesa risulta essere già seriamente compromessa e la nuova discarica per rifiuti speciali rischia di aggravare notevolmente l’inquinamento e compromettere definitivamente le falde idriche, le attività agro-zootecniche e la salute dei residenti.

La realizzazione di nuove discariche in Basilicata alimentano – secondo la Ola – il disastro rifiuti e il tour della monnezza, in presenza di bassissime percentuali di raccolta differenziata. Si aggirano così le normative nazionali che vietano di realizzare nuove discariche ed impongono invece di bonificare quelle esistenti, incrementando inoltre il business privato degli inceneritori con aggravio sulle tasche dei cittadini.

melfi

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