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Mar 192013
 

Ecco quanto ha dichiarato il gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Montescaglioso” sull’attualità amministrativa.  “Il Gruppo Consiliare “Uniti per Montescaglioso”, rimarca, ancora una volta, che su tematiche vitali per la nostra comunità, l’approssimazione dell’Amministrazione Comunale è tale, che le ricadute negative sono sotto gli occhi di tutti.

Basti a dimostrare questo, l’aver notificato ai Consiglieri Comunali, la convocazione del Consiglio Comunale per il 18/03/2013, solo il 14/03/2013, dando l’esigua disponibilità di 4 giorni per acquisire e valutare gli atti, da cui vanno detratti il sabato e la domenica, vista la chiusura degli uffici comunali.

Eppure si tratta di discutere di un documento, che ha visto gli uffici comunali impegnati per circa due anni, prima di arrivare alla sua stesura definitiva.

E ai Consiglieri Comunali? Bastano ed avanzano due giorni utili per capire il tutto!

Ma andiamo avanti. Si propone al Consiglio Comunale, un’azione di riequilibrio finanziario pluriennale, in dieci annualità, basato su presupposti completamente errati e con soluzioni scontate, che potrebbero essere adottate direttamente dalla struttura comunale.

A questo punto ci chiediamo: che ragione ha di esistere l’Amministrazione Silvaggi, se non sussiste una progettualità per Montescaglioso, tale da tirarla fuori dall’impasse dove è stata portata?

Il piano prevede un importo totale del debito pari a € 6.338.799,14, così ripartito:

1 – Disavanzo 2011 per riaccertamento residui                                € 3.544.698,44

2 – Debiti fuori bilancio                                                                      € 2.794.100,70.

Così come è stato dimostrato, senza smentita alcuna da parte dell’Amministrazione Comunale, con il documento presentato dal nostro gruppo, ed allegato al deliberato n° 2 del 17 gennaio 2013, di approvazione del Rendiconto di Gestione anno 2011, il riaccertamento dei residui che ha portato al disavanzo prima richiamato, presenta una serie di anomalie ed errori, che non consente di poterlo definire conforme alla norma contabile.

Passando all’altra voce dei debiti fuori bilancio, la situazione è ancora più paradossale. Vengono riportati debiti, suddivisi come di seguito:

–          Lavori pubblici                                                                               € 1.021.033,51

–          Prestazione professionali                                                              €    388.338,52

–          Fornitura di beni e servizi                                                              €    723.485,38

–          Sentenze                                                                                       €    661.243,29

———————–

Totale € 2.794.100,70

La definizione degli importi, scaturisce da un elenco, suddiviso per settori, che i responsabili degli uffici hanno trasmesso alla giunta, che a sua volta li ha inseriti nel piano, senza la necessaria legittimazione giuridica del riconoscimento nel Consiglio Comunale.

Infatti, l’art. 194 del T.U.E.L. n° 267/2000 e s.m.i., dal titolo “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio”, testualmente recita:

  “1. Con deliberazione consiliare di cui all’articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:

a) sentenze esecutive;

b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l’obbligo di pareggio del bilancio di cui all’articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;
c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali;
d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità;
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”.

Come è possibile leggere al punto 1, la legittimità dei debiti fuori bilancio, secondo la tipologia stabilità ai successivi punti dalla a) alla e), è deliberata dal Consiglio Comunale, e solo allora, possono ritenersi validi ai fini della procedura amministrativa.

Pertanto, gli importi dei debiti fuori bilancio riportati nel piano di riequilibrio, sono solo una mera elencazione, senza il titolo giuridico, e non possono essere inseriti come se fossero già definitivi, perché non sono stati mai approvati dal Consiglio Comunale.

La corretta procedura sarebbe stata che, il Consiglio Comunale, dopo aver verificato singolarmente la regolarità di ogni debito, ed acquisito l’accettazione del creditore circa il piano di rateizzazione, deliberasse la legittimazione del debito, con il riconoscimento, consentendo solo allora, di poterlo riportare negli atti amministrativi e contabili dell’ente.

Questa sottolineatura della procedura, non è solo formale, ma investe la sostanza della problematica, perché come accenneremo di seguito, in sede di discussione nella sede istituzionale della città, possono essere evidenziati dati, che modificano, riducono o addirittura annullano taluni debiti.

Nello specifico, analizzando sommariamente, vista l’assenza dei fascicoli di ogni debito, gli elenchi forniti dai Responsabili di Settore, che ribadiamo non hanno nessuna valenza giuridica, già si notano delle anomalie.

Settore Lavori Pubblici ed Urbanistica.

Nota del Capo Settore del 12 marzo 2013, prot. 3464/p, si evince:

1) Alcuni debiti sono riportati due volte, una nella sezione fornitura di beni e l’altra tra le sentenze e titoli esecutivi (ACMEI SUD, ALICE MULTIMEDIA ecc..);

2) Sono riportati ancora i debiti inerenti il soddisfo delle sentenze n.ri 394,404 e 405 del 2010, nonostante il riconoscimento già deliberato dal Consiglio Comunale con atti n.ri 44,45 e 46 del 28 dicembre 2010.

Non solo, ma le risorse occorrenti per il pagamento di questo debito, sono inserite tra le uscite del bilancio comunale, al titolo II, cap. 20167, art. 1 per l’intero importo occorrente pari ad € 146.508,22, e già impegnate con determina del Responsabile del Settore Servizi Finanziari n° 228 del 29 dicembre 2011.

Allora perché duplicarle, inserendole nel piano di riequilibrio finanziario?

3) L’elenco delle spese per prestazioni professionali (Avvocati), non specifica se, rispetto alle richieste dei professionisti, sia stata verificata la congruità delle parcelle, secondo i dettami della Sentenza n° 165/2012/E.L. depositata in segreteria il 15 ottobre 2012, della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Basilicata.

Settore Affari Generali e Demografici.

Nota del Capo Settore del 12 marzo 2013, prot. 3419/p, si evince:

1) Vengono riportati tra i debiti, tutte le attività poste in essere per i progetti “Tutti insieme in Acqua” e “Non solo parole”. Così come afferma lo stesso Capo Settore nella lettera di accompagnamento dell’elenco, i due progetti sono stati approvati e finanziati dalla Provincia di Matera e dalla Regione Basilicata, e le risorse sono state incassate dal Comune verso la fine del 2011.

Allora, se questi progetti sono stati finanziati e le relative risorse incassate, secondo quale norma contabile sono debiti fuori bilancio?

2) Per le quote associative inerenti l’Associazione Italiana Città dell’Olio e la Commissione Circondariale Elettorale, sembra strano, che non siano mai state previste in bilancio, così come afferma il Responsabile del Settore, tenuto conto dell’esiguità delle somme occorrenti. Appare verosimile invece, che in fase di approvazione del Conto Consuntivo anno 2011, nel calderone delle eliminazioni, siano finite anche queste risorse.

Comunque, questa situazione dimostra la necessità di approfondimenti documentali, che stante la ristrettezza dei tempi, viene impedito ai Consiglieri Comunali.

Settore Servizi Finanziari.

In questo caso, andiamo ben oltre l’esagerazione.

E’ stata consegnata ai Consiglieri del gruppo, una scheda, senza nessuna lettera di trasmissione regolarmente protocollata, riportante nell’intestazione, che la proposta proviene dal responsabile di Settore Dott. Domenico Didio.

Ma il Dott. Didio, non è stato sollevato dall’incarico oltre un mese fa? E soprattutto, può essere definito un atto ufficiale, una documento privo di data e  firma del proponente.

Queste poche eccezioni, che è possibile sollevare come dire “a vista”, senza il necessario approfondimento puntuale in seno al Consiglio Comunale, come prevede la norma, dimostrano, come abbiamo anticipato nelle premesse, che il piano è basato su presupposti completamente errati, tenuto conto che la quantificazione dei debiti non è certa.

Se a questo aggiungiamo, che le proposte per coprire l’intero debito, da una parte sono scontate e dall’altra sono aleatorie, il dato è tratto!

Quali sono le soluzioni che l’Amministrazione Comunale intende adottare?

1- L’incremento delle entrate, con l’aumento indiscriminato delle tasse:

a) L’IMU per le seconde case, sarà portata al 10,60 per mille, che è la soglia massima prevista dalla legge;

b) La TARSU, che diventerà TARES, sarà aumentata del 22%;

c) La TOSAP vedrà un incremento del 40%, dall’anno prossimo;

d) L’addizionale IRPEF, già con l’aliquota massima prevista dalla legge pari allo 0,8%, con l’aumento prodotto nel 2012.

2 – Vendita del patrimonio agrario, comunemente chiamato “Demanio”.

Ricordiamo che durante l’anno 2012, quando era stata prospettata questa ipotesi, avevamo chiesto un approfondimento serio, insieme al mondo agricolo e alla comunità tutta, onde valutare l’opportunità e soprattutto la fattibilità.

I dubbi e le incertezze sono molte, tanto che nel Consiglio Comunale del 29 dicembre 2012, in occasione della discussione inerente la richiesta da sottoporre alla Regione Basilicata, per il trasferimento delle terre civiche al patrimonio disponibile del Comune, il nostro gruppo palesò tutte le perplessità, tanto da portare il Sindaco, per rasserenare l’intero Consiglio Comunale, a fare la seguente dichiarazione “Il Sindaco dichiara che questa operazione è tesa a regolarizzare situazioni amministrative pregresse anomale. Assicura che, una volta ottenuta l’autorizzazione della Regione, saranno sentiti i cittadini interessati, le associazioni di categoria e, quindi, dopo il Consiglio deciderà il da farsi sul patrimonio comunale.

Oggi cosa accade? A distanza di circa due mesi, dopo aver ottenuto l’autorizzazione della Regione con delibera n° 284 del 12 marzo 2013, e dopo aver contattato l’ISMEA, si mette in vendita il demanio comunale, con decisione univoca. E l’impegno assunto in Consiglio Comunale, circa la condivisione?

Le problematiche sulla fattibilità continuano ad essere tante, ad iniziare dai miglioramenti agrari apportati dagli affittuari, regolarmente autorizzati dal Comune.

Ma siamo veramente sicuri che riusciremo a vendere questo patrimonio, per circa € 20.000.000,00?

La risposta è scontata ed i dubbi non lasciano spiragli ad un risultato positivo.

La scelta è sbagliata, e porterà alla fine, alla impossibilità di poter dare corso al documento contabile di ripianamento finanziario, portando la comunità nel baratro.

L’innalzamento eccessivo delle tasse e l’impossibilità di poter onorare i debiti, soprattutto nei confronti degli artigiani, spegnerà definitivamente la speranza di una ripresa economica, quantomeno a livello locale.

Dal punto di vista politico, riportiamo alcuni dati, che smentiscono per sempre le ciò che è stato raccontato in questi due anni.

E’ il momento di trovare un percorso per risollevare la nostra comunità, piuttosto che affrontare tematiche di carattere politico, però la verità impone una breve esposizione.

I debiti, in questi 24 mesi, si sono dilatati e ristretti, secondo il termometro della politica, quella bugiarda, sino ad ottobre 2012, quando su un manifesto pubblico si riportava un dato come definitivo, pari a € 9.400.000,00, frutto delle Amministrazioni di Centro-Destra del passato.

Gli atti che hanno redatto, smentiscono le loro stesse affermazioni, visto che il disavanzo che hanno certificato è di € 6.338.799,14, con oltre tre milioni in meno rispetto alle dichiarazioni di qualche mese fa.

Ma non finisce qua. Dalla disamina dei pochi atti a disposizione, già emergono date e numeri, che si riferiscono ai debiti fuori bilancio, che nulla hanno a che vedere con la passata amministrazione, come di seguito dettagliato:

1 – Debito maturato alla fine degli anni ’90, verso la Provincia di Matera, per le quote associative inerenti la Comunità non Montana                                €   68.993,66

2 – Debito maturato tra il 1998 e il 2002, per il rimborso spettante all’INAIL, per la carica assessorile di un suo dipendente nella Giunta Bubbico                €   14.800,00

3 –  Debiti vari fornitori                                                                           €     5.500,00

4 – Debiti per prestazioni professionali (Avvocati), inerenti incarichi non affidati dalla passata amministrazione, oltre                                                         € 200.000,00

5 –  Debiti per lavori eseguiti dall’attuale amministrazione, circa          € 200.000,00

Inoltre, per i lavori, nel bilancio di previsione anno 2011, approvato dalla Giunta della passata amministrazione in data 14 aprile 2011, con atto n° 54, e riconfermato dall’attuale, era stato previsto un mutuo con la cassa DD.PP. pari ad € 700.000,00, per dare ristoro agli artigiani, riportato in entrata al cap. 5332, mentre tra la spese al cap. 20811. E’ stata una scelta dell’attuale Amministrazione, non dare corso al mutuo, e  non si venga a dire che nel 2011, il Comune non aveva i parametri per poter accedere ai mutui.

Infatti, nel corso di quell’anno, l’Amministrazione Comunale ha avviato l’iter di tre mutui: tensostruttura, campo sportivo e debiti fuori bilancio.

A questo c’è da aggiungere, che il nostro gruppo, anche nel bilancio di previsione del 2012, ha fatto una proposta concreta, con la presentazione di un emendamento al bilancio, munito di parere positivo sia dell’Organo Revisore che del Responsabile del Settore Servizi Finanziari, per destinare la somma della vendita dell’autoparco comunale, pari ad € 527.000,00, sempre al pagamento dei lavori eseguiti dagli artigiani. Anche il quel caso, l’Amministrazione scelse di bocciare l’idea, nonostante la correttezza tecnica e contabile della proposta.

Oltre a queste situazioni, non è possibile capire tanti altri contesti, tra i quali, le sentenze e i decreti ingiuntivi, che non riportano gli estremi necessari, per identificare con precisione le date del debito, anche alla luce dell’assenza del parere dell’Organo di Revisione.                   

Il Gruppo consiliare “Uniti per Montescaglioso”, per quanto sopra esposto, è costretto ad esprime il voto contrario all’approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale 2013 – 2022.

Il presente documento costituisce dichiarazione di voto, pertanto dovrà divenire parte integrante della delibera consiliare da pubblicare all’albo on – Line, e trasmessa, insieme agli altri atti, agli enti di controllo previsti per legge.

Nel caso in cui la Procura della Corte dei Conti, dovesse chiedere dei chiarimenti, chiediamo formalmente di essere informati, per essere uditi direttamente”.

Montescaglioso

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