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gen 312013
 
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Le ultime vicende politiche (dimissioni e nomina nuovo assessore comunale – dimissioni e nomina nuovo segretario comunale del PD), amministrative(bocciatura da parte del Dipartimento nazionale della Funzione Pubblica del concorso per addetta ai tributi comunali, insostenibilità del debito comunale e inasprimento delle tasse comunali – IMU) e giudiziarie (sentenza sfavorevole alla boriosa maggioranza circa la dichiarazione di decadenza della Consigliera comunale Maria Di Lascio) dimostrano che mentre l’Amministrazione comunale è smarrita la minoranza ha a cuore il bene del paese e non pone questioni sterili e strumentali.

Abbiamo vigorosamente difeso le ragioni della nostra capolista, Maria Di Lascio, in occasione del vile atto di decadenza perpetrato, con voto segreto, ai suoi danni perché ritenevamo che la maggioranza stesse compiendo un atto di rappresaglia politica contro ogni logica legislativa e di buon senso. E abbiamo avuto ragione in seguito alla sentenza del Tribunale di Lagonegro che ha dichiarato ed accertato il diritto di Maria Di Lascio alla permanenza nella carica di Consigliera comunale.

Avevamo chiesto, già in occasione del Consiglio comunale di insediamento (1° giugno 2011) che la Commissione elettorale comunale, per quanto attiene al compito di nomina degli scrutatori alle elezioni, scegliesse il meccanismo del sorteggio degli scrutatori, sottraendo la materia allo sterile ed ingiusto metodo dello scambio-elettorale (ossia, io ti voto se tu mi nomini come scrutatore). La maggioranza non ci degnò di alcuna risposta, così come si evince dalla Deliberazione consiliare n°16 del 01/06/2011, probabilmente perché il PD doveva pagare le cambiali elettorali sottoscritte durante la campagna elettorale per le comunali. Tant’è che in occasione dei referendum del 12 e 13 giugno del 2011 furono nominati gli scrutatori con la “vecchia logica dello scambio”.

In occasione delle imminenti elezioni Politiche del 24-25 febbraio 2013, l’Opposizione ripropone il meccanismo trasparente del sorteggio, affinché tutti i gli aventi diritto vengano trattati equamente e non venga privilegiato alcun “amico” o “amico degli amici” .

 

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