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Feb 012013
 

E’ stata inaugurata a Melfi la mostra Un anno d’arte, un’esposizione di lavori realizzati dagli ospiti del centro Aias che, seguiti dalla dottoressa Rosangela Liantonio e da uno staff di educatrici e assistenti sociali, hanno indossato con assoluta disinvoltura i panni degli artisti. Eccezionali i risultati. Varcando la soglia della sala S. Alessandro – adiacente alla Cattedrale – si è subito affascinati da tanta bellezza e quasi sorprende accorgersi che chi viene considerato disabile in realtà è, non solo abile, ma anche pieno di talento e di capacità straordinarie. Il valore aggiunto è dato dalla creatività che rende ogni lavoro unico ed originale. “Prendersi cura di qualcuno – ha spiegato la dottoressa Liantonio, responsabile delle attività educative- non significa sconfiggere la malattia da cui affetto nell’intento di riportarlo alla normalità, ma cercare di comprendere il senso di quella particolare forma di esistenza”. Nobile lo scopo dell’iniziativa. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto la dottoressa – è quello di dare agli artisti la dignità che meritano e soprattutto offrire loro l’opportunità di tramutare l’arte in un’occasione di contatto e visibilità”. L’approccio all’arte diventa così terapeutico, ma non solo. “Le varie forme artistiche –ha puntualizzato la dottoressa – rappresentano strumenti di comunicazione, di espressione, di conoscenza della dimensione personale più vera e più autentica”.

Presente all’inaugurazione Don Donato Labriola, il personale dell’Aias che ha seguito i ragazzi tra cui Anna Terribile, Giovanna Martino e Pina Grimolizzi e l’Assessore allo Sport, Rosa Masi che sensibile e attenta alle tematiche sociali non ha voluto mancare all’appuntamento. “Quello che mi colpisce maggiormente – ha commentato l’Assessore – è la luminosità e l’espressività di lavori realizzati utilizzando materiali apparentemente poveri, come ad esempio il tronco di un albero o una semplice tegola”. L’Assessore Masi ha poi rivolto parole di grande ammirazione agli artisti che, entusiasti e con un pizzico di orgoglio, hanno presentato i loro manufatti. “Non posso che restare piacevolmente sorpresa di fronte a chi, nonostante un limite fisico o psichico, riesce ad esprimere con tanta forza una abilità artistica e, allo stesso tempo riesce a trasmettere emozioni così profonde”. “Per questo – ha concluso l’Assessore Masi – invito tutti i cittadini a visitare una mostra non solo diversa dalle altre, ma soprattutto pregna di significati”.

L’esposizione, aperta sino al prossimo 9 Febbraio, è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20.

 

E’ un rapporto straordinario quello tra disabilità ed attività artistiche. Va nel profondo della dimensione umana. Disorienta accorgersi che chi viene considerato “dis-abile” in realtà è non solo abile ma anche pieno di talento e capacità. Ecco allora che ogni barriera e pregiudizio deve, per forza, cadere. Si scopre il valore della relatività. Di fronte a chi, nonostante un limite fisico o psichico, riesce ad esprimere con tanta forza una abilità artistica e a trasmettere emozioni così profonde, la maggior parte delle persone non può che riconoscere la sua “disabilità”. Si mescola tutto, allora. E scopriamo che è la diversità il vero motore, il vero cardine intorno al quale ruota tutto l’universo umano. Questa sezione è ricca di esperienze e testimonianze esemplari: teatro, danza, pittura, tante discipline che rappresentano strumenti di comunicazione, di espressione, di conoscenza della dimensione personale più vera, più autentica. Perché sul palcoscenico non ci sono personaggi ma persone, capaci come nessun altro di raccontarsi. E mentre si raccontano danno agli spettatori lezioni di vita, insegnano che cosa sono il coraggio e la voglia di vivere.

 

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