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Nov 152013
 

Diverse operazioni di servizio sono state portate a termine nel mese di novembre dai Finanzieri della Brigata di Maratea diretti dal Maresciallo ORRICO
L’aumento del consumo di droghe tra i giovani, ha indotto i finanzieri marateoti ad eseguire una serie di monitoraggi, pedinamenti ed appostamenti, ricompresi in una ficcante azione di controllo del territorio predisposta dal Comando Provinciale di Potenza, volta ad individuare possibili trafficanti e/o consumatori che, spesso, appaiono quali insospettabili.
Grazie alle attività tipiche della polizia giudiziaria, i finanzieri della locale Brigata, hanno individuato un venticinquenne calabrese, domiciliato in Maratea per motivi di lavoro.
Il giovane, terminato il proprio lavoro, veniva fermato dai finanzieri intorno alle ore 03,00 in pieno centro e sottoposto a perquisizione personale, grazie alla quale venivano rinvenuti in un involucro di cellophane custodito in uno zainetto, 40 grammi circa di marijuana che, vista la quantità, era probabilmente destinata ad essere immessa sul mercato.
Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per reati di varia natura, è stato segnalato a piede libero alla Procura della Repubblica di Lagonegro.
Come ormai noto a tutti, grazie anche ai continui servizi televisivi quotidianamente in onda sulle reti nazionali e come riportato anche dalla carta stampata, tra i compiti istituzionali della Guardia di Finanza riveste particolare importanza la lotta all’evasione fiscale, grave fenomeno che arreca danni non solo al bilancio dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, ma anche al sistema economico nel suo complesso.
“”La lotta all’evasione – spiegano le Fiamme Gialle – tiene conto di ogni categoria e di ogni settore d’intervento: dalle grandi realtà aziendali, alle piccole e medie imprese, fino al singolo contribuente. Tutti, in base alla propria reale capacità contributiva, devono partecipare al sostentamento dello Stato; i redditi vanno dichiarati e tassati. Diverse sono le forme di evasione, ma ognuna procura un danno all’intera collettività, che si parli di qualche migliaia di euro o di milioni.
In tale contesto si inquadra l’attività svolta dai finanzieri di Maratea che nei giorni scorsi, hanno portato a termine una serie di accertamenti grazie ai quali sono stati scoperti quattro evasori totali, tra cui due società di capitali, tutti connotati da un’apparente regolarità formale che omettevano di dichiarare i redditi conseguiti.
Due mesi di investigazioni, accertamenti, riscontri contabili ed un continuo monitoraggio del territorio, hanno fatto emergere diverse figure imprenditoriali dedite all’evasione fiscale.
Un minimarket ubicato nel comune di Trecchina, un elettricista di Rivello, un albergo ed una conceria di Maratea responsabili di aver occultato al fisco, negli anni tra il 2007 ed il 2012, redditi, iva ed irap per oltre 700.000 euro.
Emblematico il caso dell’imprenditore trecchinese che, pur rilasciando sistematicamente gli scontrini fiscali ai propri avventori, ha occultato all’erario qualcosa come 400.000 euro.
Stesso dicasi per un elettricista rivellese che, a fronte di certificazioni relative a dichiarazione di conformità per gli impianti installati, ometteva di rilasciare fattura occultando all’Erario circa 50.000 euro di redditi.
Diversi, invece, sono i casi scoperti a Maratea. Una società con partita iva apparentemente “inattiva”, iscritta come conceria, cedeva immobili senza dichiarare nulla al fisco. Un noto albergo della costa marateota, pur di evadere le tasse, ha posto in essere una fittizia cessione di ramo d’azienda grazie alla quale, pur continuando di fatto la propria attività, ha eluso il pagamento delle imposte per gli anni 2009, 2010 e 2011 mentre per il 2012 ha addirittura omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi qualificandosi quindi come “”evasore totale””. Le due società, hanno complessivamente sottratto a tassazione materia imponibile per un ammontare di circa 250.000 euro.
Salgono a dodici gli evasori totali che la Guardia di Finanza di Maratea ha scoperto dall’inizio dell’anno con la constatazione di ricavi non dichiarati per oltre 1,5 milioni di euro ed una evasione di iva superiore a 200 mila euro.
Considerando il territorio interessato dalle attività investigative, si tratta di un fenomeno che va ben oltre la cosiddetta “evasione fisiologica”. Siamo invece di fronte ad una fenomenologia in grado di distorcere le regole del mercato con inevitabili, quanto negativi riflessi sull’economia del territorio e di tutti i cittadini onesti.

FOTO PER ARTICOLO
Il maresciallo Orrico

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