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Ott 232013
 

“In Basilicata non esistono le premesse per un reale cambiamento alle prossime elezioni regionali”, così Magdi Cristiano Allam ha spiegato la mancata partecipazione di Io amo l’Italia alla tornata elettorale del 17 e 18 novembre, “ancora una volta i lucani subiscono l’inganno del regime consociativo Pd-Pdl e si trovano costretti a scegliere per la presidenza della Regione tra un politico imputato e un discusso amministratore che si era reso disponibile ad essere indifferentemente candidato sia del centro-sinistra sia del centro-destra”.
“Sin dall’inizio ci siamo prodigati” ha continuato Allam “per promuovere una sintesi tra tutte le forze di centro-destra che avessero come unico comune obiettivo quello di sradicare il sistema di potere consociativo gestito dal centro-sinistra, d’intesa con il centro-destra, che si perpetua da 20 anni a danno dei cittadini lucani. Dopo tante riunioni e incontri prendiamo tuttavia atto che non si è voluto addivenire a una soluzione condivisa che fosse espressione di un reale cambiamento.”
Magdi Cristiano Allam ha quindi spiegato che “già a luglio avevamo espresso la necessità di convergere su un candidato condiviso e su una proposta programmatica comune. Per oltre due mesi invece non abbiamo avuto nessuna risposta alle nostre proposte salvo poi apprendere di un accordo già avvenuto e imposto all’intera coalizione che rispondeva al nome di Tito Di Maggio.”
A questo punto Magdi Cristiano Allam ha spiegato che né il centro-destra né il centro-sinistra propongono dei candidati credibili.
“Come può essere credibile un candidato di Scelta Civica, la lista di Mario Monti espressione della dittatura finanziaria che sta portando alla rovina il sistema Italia e svendendo il nostro Paese ai potentati economici internazionali?”, si chiede Allam, “come può essere credibile la candidatura di un personaggio come Tito Di Maggio che si è ripetutamente proposto come candidato sia della sinistra che del centro che della destra in attesa di vedere quale forza politica gli offrisse una candidatura per la poltrona della Presidenza della Regione? Fino all’ultimo Scelta Civica ha cercato un accordo con il PD non andato in porto, salvo poi allearsi con il PDL come se destra e sinistra fossero esattamente la stessa cosa! Non dimentichiamo che Tito Di Maggio, responsabile della Sofaland srl che fa produrre e commercializza divani a marchio Chateau d’Ax, è stato presidente del Distretto del mobile imbottito che oggi conta appena 110 aziende delle oltre 550 esistenti agli inizi del 2001 e che ha perduto migliaia di operai, come più volte denunciato dagli imprenditori del settore che hanno dovuto chiudere i propri stabilimenti per la presenza di multinazionali venute da fuori che applicano prezzi non concorrenziali. Il Distretto del mobile è inoltre co-finanziato dall’Unione Europea e proprio di recente ha ricevuto finanziamenti pubblici rientrando nell’accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Basilicata e Puglia con cui sono stati stanziati 101 milioni di euro nel febbraio del 2013, poco prima che Tito Di Maggio divenisse senatore della Repubblica nel partito di Monti.”
Allo stesso modo nel centro-sinistra non si prospetta alcuna possibilità di cambiamento. “Viene candidato un solito volto noto, Marcello Pittella, già assessore alle attività produttive della precedente giunta De Filippo che si è dimessa per le indagini in corso nella nota inchiesta Rimborsopoli. Lo stesso Pittella risulta coinvolto ed è stato richiesto il suo rinvio a giudizio in tale inchiesta della Procura di Potenza. Si è dunque dimesso per ricandidarsi subito dopo. Come è possibile tutto ciò? Non dimentichiamo inoltre che Marcello Pittella fu già condannato dalla Corte dei Conti per incarichi irregolari quando ricopriva la carica di sindaco del Comune di Lauria e che di recente ha predisposto nuovi fondi europei nel bilancio della Regione Basilicata a fini chiaramente assistenzialisti e clientelari. Anche con Pittella abbiamo assistito a un continuo scambio di postazioni tra destra e sinistra, con consiglieri regionali uscenti che lo hanno appoggiato alle primarie ma che ora si ritrovano candidati con la coalizione del centro-destra dopo la successiva chiusura del PD. Ricordiamo che è stato necessario un intervento del segretario nazionale Epifani per chiudere definitivamente su questa questione e anche su una ipotesi di accordo tra lo stesso Pittella e addirittura il PDL.”
Nessun cambiamento in vista dunque in Basilicata. “L’unica reale possibilità di cambiamento continua a essere quella rappresentata da noi, Io amo l’Italia, come abbiamo confermato alle scorse elezioni regionali”.
“Nel prendere atto che ancora oggi questa possibilità non esiste”, ha concluso Allam, “non parteciperemo a queste elezioni per coerenza con lo spirito della nostra missione in politica e per schierarci ancora una volta dalla parte dei lucani e dei loro interessi. Continueremo comunque la nostra battaglia anche se al di fuori dell’istituzione regionale stando al fianco della gente. E ce la faremo!”

Magdi Cristiano Allam, lascio la Chiesa

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