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Gen 172013
 

Cosa fare a fronte dell’impegno che si chiede ai cittadini in tema di raccolta differenziata dei Rifiuti Solidi Urbani .- I tre motivi fondamentali che, a mio modesto avviso, ci impongono la differenziazione dei rifiuti  sono :

–          Rispetto dell’Ambiente;

–          Rispetto dei vincoli normativi imposti dalla legislazione vigente in materia;

–          Economia di spesa;

In aree montane come quella del Lagonegrese,  caratterizzate da vincoli ambientali che fungono da propulsori ad un’agricoltura biologica ed alla qualità della vita in ambiti territoriali costituiti da comuni piccoli e medio-piccoli, pur in presenza di grandi difficoltà per la raccolta stessa  connessi all’orografia dei luoghi, è necessario attivare una raccolta differenziata  “CONSAPEVOLE“, “OMOGENEA“, e  “SELETTIVA“ . Il tutto in diretta correlazione con gli impianti di selezione e trattamento disponibili e della loro vicinanza ai centri di raccolta (art. 16 Direttiva 2008/98/CE) .-

In ambito Nazionale  il  D.lgs 152/2006 e s.m.i.  chiarisce che in  “ogni ambito territoriale ottimale“ deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti :

a)      almeno il 35% entro il 31/12/2006 ;

b)      almeno il 45% entro il 31/12/2008;

c)      almeno il 65% entro il 31/12/2012.-

L’obiettivo di servizio del Q.S.N. (Quadro Strategico Nazionale)  fissava dei target con premialità per quelle regioni che li avessero raggiunti.

Nella nostra area, così come in ambito Regionale, purtroppo, lo sviluppo dei sistemi di raccolta differenziata continua a registrare forti resistenze da parte degli Amministratori locali per un  timore diffuso di un possibile innalzamento dei costi, ciò ha determinato il mancato raggiungimento dei suddetti target.

Le macro-criticità emerse in sede di verifica Regionale riportate puntualmente nel Documento di Indirizzo per l’aggiornamento e l’adeguamento del P.R.G.R. (Piano Regionale Gestione Rifiuti) approvato di recente dal Consiglio Regionale di Basilicata,  risultano essere le seguenti :

–          incentivazione e finanziamento di programmi di raccolta differenziata che coinvolgono l’intero territorio regionale;

–          implementazione ed adeguamento della dotazione impiantistica indispensabile al trattamento ed alla gestione dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato.

Viene inoltre precisato che “ …… solo lo sviluppo di sistemi integrati e comprensoriali di raccolta differenziata può portare un forte ed immediato impatto positivo su tutta la filiera dei rifiuti in Basilicata, anche nell’ottica del raggiungimento degli  OBIETTIVI DI SERVIZIO che sono :

1)      Riduzione della quantità di rifiuti smaltito in discarica ad un massimo pro-capite pari a 230 Kg ( attualmente è 395 Kg – dati CONAI  );

2)      Aumento delle percentuali di raccolta differenziata fino al 40% su tutto il territorio regionale; (attualmente la media è del 13,20% per complessive 29.375 ton. –fonte ISPRA-);

3)      Aumento delle frazioni umide avviate alla produzione di compost di qualità  fino a percentuali del 20%;

E’ estremamente chiaro che i tre obiettivi, strettamente collegati tra loro, si raggiungono solo attraverso un nuovo sistema di gestione dei rifiuti urbani, un sistema che consideri al centro non più la discarica ma la differenziazione del rifiuto lasciando al conferimento in discarica un ruolo ancora importante e fondamentale, ma comunque marginale.-

Il Documento Regionale, inoltre, sottolinea come con i fondi strutturali FESR (POR 2000 – 2006) siano stati finanziati progetti finalizzati all’attivazione di un sistema di gestione intercomprensoriale della raccolta differenziata e, testualmente: “Durante tale ciclo è stato portato a termine il progetto nell’area del Lagonegrese per cui, tuttavia, si registrano forti ritardi nell’affidamento del servizio di raccolta unitario.“

Individua, quindi, quali aree di intervento da finanziare, con 6,8 M€, rinvenienti da fondi Ministeriali attestati alla Regione Basilicata per effetto della sottoscrizione dell’Accordo  REGIONE-MATTM-CONAI in data 31/03/2011 e con 2,0 M€ quale sponda a valere sui fondi P.O.  FESR  2007/2013 – le seguenti:

–          Area metropolitana della città di Potenza costituita dai Comuni di POTENZA, ANZI, AVIGLIANO, BRINDISI DI MONTAGNA, PICERNO, PIETRAGALLA, PIGNOLA, RUOTI, TITO, VAGLIO DI BASILICATA;

–          Area metropolitana di Matera costituita dai Comuni di MATERA, CALCIANO, FERRANDINA, GARAGUSO, GRASSANO, GROTTOLE, IRSINA, MIGLIONICO, OLIVETO LUCANO, POMARICO, SALANDRA, SAN MAURO FORTE, TRICARICO .-

 

In concreto, pertanto, una riflessione su quanto riportato nel documento di cui innanzi in uno alle premesse sulle motivazioni addotte per il raggiungimento almeno dei target Regionali di raccolta differenziata, ripropone in maniera preponderante (e questo fa parte delle cose che debbono fare gli Enti) l’attivazione di un’attività politica capace di recuperare il tempo perso attivando misure sinergiche tra i comuni di questa area . Quindi, superando inutili incomprensibili campanilismi in un’ottica di ottimizzazione dei servizi e di economia della spesa, impegnare le Amministrazioni Comunali interessate a riprendere un dialogo da tempo interrotto finalizzato al recupero ed all’ottimale utilizzo delle strutture realizzate, insieme ad una rivisitazione del Progetto Comprensoriale a suo tempo predisposto dalla disciolta Comunità Montana Lagonegrese.-

Ciò, anche in relazione alla proposta progettuale elaborata dal CONAI, per conto della Regione Basilicata, che potrebbe consentire la candidatura dell’area del Lagonegrese, quale ambito territoriale ottimale, a  possibili finanziamenti Regionali da inserire (a parziale modifica del Documento di Indirizzo) nell’aggiornamento e l’adeguamento del P.R.G.R., nel rispetto e per le finalità individuate dall’art. 182 bis del D.Lgs  152/2006 lettere (a) ; (b) e ( c).-

Tale esigenza risulta maggiormente avvertita per la problematica attinente ai comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti (appartenuti alla ex C.M.)  che, ai sensi  del comma 28 dell’art. 14 del D.L. n° 78/2010, dovranno, entro il 1 gennaio 2014, gestire in forma associata anche: “f) l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio, smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;“ quale funzione fondamentale tra quelle puntualmente individuate dal coma 27 dell’art. 14 del D.L. 31/maggio 2010 n° 78, convertito in Legge 30 Luglio 2010 n° 122, come sostituito dall’art. 19 comma 1 del D.L. 95/2012 convertito in legge n° 135/2012 .-

In conclusione, ritengo urgente un rapido avvio di consultazioni a tanto finalizzate anche in considerazioni delle prossime scadenze (1 Aprile 2013)  in materia di approvazione del regolamento TARES o TRES  (Tassa sui Rifiuti e sui Servizi istituita  dal D.L. 6/12/2011 –art. 14 – conv. in legge 22/12/2011 n° 214  in vigore dal 1 gennaio 2013) che potrebbe comportare sostanziali aumenti all’attuale Tassa sui rifiuti .

 

Nicola Antonio CARLOMAGNO

Capogruppo PD Comune di LAURIA

nic carlomagno

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