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mar 272013
 
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C’è anche la Società pubblica Energetica Lucana tra i premiati dell’edizione 2013 di Comuni Rinnovabili, il rapporto di Legambiente realizzato con il contributo di GSE e Sorgenia e presentato oggi a Roma nella sede del GSE. La Sel è stata premiata per l’attività di pianificazione energetica, svolta nel territorio della Basilicata nell’ambito della campagna europea del Patto dei Sindaci, che ha accompagnato la realizzazione di progetti da fonti rinnovabili nell’ambito di Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) nei Comuni di Calvello, Potenza, Tolve, Tito, Oppido, Sasso di Castalda, Avigliano, Anzi, Laurenzana e Chiaromonte, mentre altri 10 atti d’intesa sono stati sottoscritti con Comuni della Provincia di Potenza per spingere interventi che si adattano alle risorse e alle vocazioni dei territori.  Il Patto dei Sindaci, e in particolare lo svilup­po dei PAES, consentono ai Comuni lucani di avere una precisa analisi dei propri consumi energetici e di indivi­duare gli interventi di efficienza ener­getica e sviluppo delle fonti rinnovabili più adatti e efficaci, contribuendo così alla lotta contro i cambiamenti clima­tici e a ridurre la spesa energetica. Il progetto è stato ritenuto interessante anche per la lettura territoriale che propone, e per­ché individua le soluzioni più attente alle vocazioni dei territori e ai fabbi­sogni di famiglie e imprese, ma anche per i concreti strumenti che propone di intervento e finanziamento per i Comuni della Basilicata, in grado così di produrre occupazione e sviluppo territoriale.

 

La Provincia di Potenza fa ben è sperare. Si tratta infatti di un territorio che presenta dati importanti in termini di installazione e che si sta muovendo per aiutare la realizzazio­ne di progetti di aziende e cittadini. Attualmente sono stati installati 167,4 MW di fotovoltaico, 275,8 MW di eolico di cui 690 kW di impianti con meno di 200 kW, 6 MW di idroelet­trico e 2,8 MW di biogas. In questi anni sono stati diversi i progetti portati avanti dall’Amministrazione Provinciale in favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili, tra i quali la solarizzazio­ne di 16 scuole, e la realizzazione di impianti geotermici a bassa entalpia nelle scuole dei Comuni di Latronico, Melfi ed Acerenza, ma anche im­pianti solari termici e tre installazioni di minieolico. Senza dimenticare le azioni volte al risparmio energetico ed idrico che coinvolgono 28 scuole distribuite in altrettanti Comuni. In generale in Basilicata risultano 132 impianti idroelettrici, 138 solari, 360 eolici, 0 geotermici e 32,7 bioenergetici.

 

Il contesto nazionale

In Italia oltre 600mila impianti da fonti rinnovabili. Di grande e piccola taglia, termici ed elettrici sono ormai diffusi nel 98% dei Comuni italiani, dalle aree interne ai grandi centri. Compongono un

articolato sistema di generazione sempre più distribuita che nel 2012 ha garantito il 28,2 % dei consumi elettrici e il 13% di quelli complessivi del nostro Paese. Numeri in forte e costante crescita – tanto per il numero di impianti, quanto per la produzione di energia da tutte le fonti pulite. Dal 2000 ad oggi ben 47,4 TWh da fonti rinnovabili, si sono aggiunti al contributo dei “vecchi” impianti idroelettrici e geotermici: dal solare fotovoltaico a quello termico, dall’idroelettrico alla geotermia ad alta e bassa entalpia, agli impianti a biomasse e biogas. Mentre sono 7.970 i Comuni dove si trova almeno un impianto, con una progressione continua: erano 7.661 nel 2011, 6.993 nel 2010, 3.190 nel 2008.

 

 

Le prospettive e gli interventi necessari

Mentre l’attenzione in questi anni si è spesso concentrata sui costi degli incentivi alle fonti rinnovabili, è importantissimo comprendere i vantaggi prodotti da questo cambiamento dal basso. Proprio la crescita della produzione rinnovabile ha permesso di sostituire quella da impianti termoelettrici (ossia quelli più inquinanti e che emettono gas serra), calata di 61TWh tra il 2007 e il 2012, anche per via della crisi. Diminuiscono, dunque, le importazioni di petrolio e di gas da usare nelle centrali e si riducono le emissioni di CO2, con vantaggi per il clima ma anche economici perché l’Italia ha recuperato così larga parte del debito per il mancato rispetto degli obiettivi di Kyoto. Significativo anche il fatto che diminuisce il costo dell’energia nel mercato elettrico, perché la produzione degli impianti a rinnovabili (e in particolare di quelli fotovoltaici che producono energia di giorno, al picco della domanda) permette di tagliare fuori l’offerta delle centrali più costose. Fondamentale è poi, in un periodo di crisi economica, la crescita degli occupati nel settore: a inizio 2012, prima dei decreti Passera, le ricerche stimavano complessivamente 120mila occupati nelle fonti rinnovabili. Legambiente indica nel suo rapporto anche gli interventi indispensabili per costruire un nuovo scenario energetico. Per riuscirci occorre puntare su una generazione sempre più distribuita e efficiente, dove si premia l’autoproduzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, il risparmio nei consumi, la gestione innovativa e lo scambio con la rete di distribuzione, come in Germania. In questo modo diventa possibile ridurre la spesa energetica nelle città e nei condomini, per le imprese piccole e grandi con investimenti, creando così nuovo lavoro.

 

Per rendere possibile questa prospettiva occorre intervenire su quattro ambiti principali. Semplificare le regole per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili, perché l’incertezza delle procedure è ancora oggi una fortissima barriera alla diffusione degli impianti, sia domestici sia di grande taglia, in molte Regioni è di fatto vietata la realizzazione di nuovi progetti mentre in altre non sono garantite trasparenza e tutela. Sono necessari, poi, investimenti nelle reti di Terna, per non fermare i progetti da fonti rinnovabili, e garanzie precise per la diffusione delle Smart grid. Servono poi certezze e nuove idee per incentivare gli impianti da fonti rinnovabili, in modo da accompagnare le diverse tecnologie verso una prospettiva di grid parity rispetto all’energia prodotta da centrali termoelettriche. Occorre introdurre un trasparente sistema di incentivo come quello tedesco, che garantisce riduzioni progressive e certezze per gli investimenti, da finanziare attraverso una carbon tax sulla base delle emissioni prodotte dagli impianti termoelettrici, in modo da premiare le più efficienti centrali a gas rispetto a quelle a carbone. E poi spingere l’innovazione, premiando tutti coloro che si rendono autonomi attraverso impianti rinnovabili ed efficienti, rendendo possibile la gestione di reti private e la vendita diretta dell’energia. Infine, occorre spingere l’innovazione nel settore edilizio per aiutare le famiglie a ridurre le bollette e a portare verso la Classe A di certificazione energetica case, condomini, uffici. Le potenzialità, con una politica lungimirante di questo tipo, sono enormi: si potrebbe arrivare nel 2020 a 250mila occupati nelle energie pulite e a 600mila nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione in edilizia.

 

Alla presentazione del rapporto che disegna la mappa dell’energia verde e dell’innovazione nelle reti energetiche italiane hanno partecipato Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente,  Gerardo Montanino, responsabile direzione operativa GSE, Paolo Frankl, Head Renewable Energy Division International Energy Agency, Guido Bortoni, presidente Autorità per l’energia, Massimo Orlandi, amministratore delegato Sorgenia, Sara Romano, direttore generale per l’energia Ministero dello Sviluppo Economico, Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club Rainer Karan, vicepresidente ANEV.

 

 

 

 

 

LA CRESCITA DEI COMUNI RINNOVABILI

 

ANNOSOLARE TERMICOSOLARE FOTOVOLTAICOEOLICOMINI IDROELETTRICOBIOMASSAGEOTERMIATOTALE

2006

108

74

118

40

32

5

356

2007

268

287

136

76

73

9

1.262

2008

390

2.103

157

114

306

28

3.190

2009

2.996

5.025

248

698

604

73

5.591

2010

4.064

6.311

297

799

788

181

6.993

2011

4.384

7.273

374

946

1.136

290

7.661

2012

6.256

7.708

450

1.021

1.140

334

7.896

2013

6.260

7.854

517

1.053

1.494

396

7.937

 

LA CRESCITA DELLE RINNOVABILI: IL CONTRIBUTO RISPETTO AI CONSUMI ELETTRICI2 IN ITALIA

 

 

DIFFUSIONE DELLE FONTI RINNOVABILI IN EUROPA

 SOLARE TERMICOSOLARE FOTOVOLTAICOEOLICO
NAZIONEmqmq/abitantiMWkW/abitantiMW
AUSTRIA

3.988.088

0,47

175

0,021

1.079

DANIMARCA

583.605

0,11

16

0,003

3.951

FRANCIA

1.824.900

0,03

2.659

0,044

6.792

GERMANIA

14.994.000

0,18

24.678

0,299

29.075

GRECIA

4.087.200

0,36

631

0,056

1.626

ITALIA

3.073.930

0,05

16.408

0,273

8.677

OLANDA

474.595

0,08

103

0,017

2.316

REGNO UNITO

656.998

0,01

875

0,013

6.488

SPAGNA

2.369.861

0,05

4.400

0,094

21.547