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feb 142013
 
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«La Corte dei Conti certifica oggi quello che noi sosteniamo da tempo: la classe dirigente che amministra da sempre Lauria ha dimostrato di non saper governare, piegandosi a una gestione della cosa pubblica poco rispettosa delle regole, della trasparenza, dell’efficienza e del merito».

E’ questo il commento del gruppo Lauria Libera-Idv, a proposito della sentenza di Appello della Corte dei Conti (n.40/2013) con la quale si condannano gli ultimi due sindaci uscenti, assessori in carica ed ex, attuali consiglieri comunali ed ex, e alcuni fra i più importanti dirigenti comunali, a risarcire l’Erario di oltre 124mila euro (allo Stato andrà il 50% della cifra, alla Regione Basilicata il 30%, mentre al Comune di Lauria il 20%) per i cinque incarichi di consulenza esterna, affidati nel periodo 2002/2008, finalizzati alla gestione delle pratiche relative alla ricostruzione post-terremoto del 1998.

«Mentre la Giunta Mitidieri, figlia della stessa classe dirigente chiamata oggi in causa, chiede ai laurioti sempre nuovi sacrifici per salvare l’Ente dal baratro finanziario, la città di Lauria – attacca il gruppo Lauria Libera-IDV – è costretta a prendere atto del duro giudizio della magistratura contabile, che ha puntato l’indice – sono le parole del documento – contro la “scarsa diligenza, superficialità, contraddittorietà e/o trascuratezza del modus procedendi di amministratori e dirigenti, per aver, in particolare, “provveduto al costante rinnovo delle convenzioni, tali da configurare la loro piena responsabilità in ordine al pregiudizio patrimoniale arrecato al Comune di Lauria nel cui nome e interesse hanno operato”.  La sentenza ha evidenziato che “l’applicazione (contra legem) di personale convenzionato all’espletamento delle pratiche addirittura concernenti il lontano terremoto del 1980, 1981 e 1982 non solo ha inciso sull’efficacia ed efficienza della gestione dell’attività amministrativa riguardante il sisma del 1998 – risultata scarsa almeno nella parte della mancata programmazione (e conseguente valutazione) di un risultato minimo da raggiungere annualmente da parte dei tecnici convenzionati – ma ha palesemente violato la legge (art.5, c. 3, della l. n. 32/1992)”.

Dunque, conclude il gruppo, «è arrivata l’ora di prendere atto che una stagione politica fatta di sprechi, di clientelismo, di leggerezza amministrativa, è davvero finita. Lauria ha bisogno di tornare a riprendersi il suo futuro, un futuro che, in mano a questa classe politica, è fortemente a rischio».

angelo lamboglia