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Apr 192013
 

Per iniziativa del Circolo Culturale Lucano di Parma inserito nel programma della Commissione Regionale dei Lucani all’Estero si terrà il 27 e 28 aprile alla Casa della Musica di Parma un convegno internazionale col titolo “I due mondi di Duni” – Alla riscoperta della musica di Egidio Romualdo Duni.

La scelta di sostenere l’iniziativa già nel 2012, nasce dalla opportunità di parlare di un autorevole esponente della storia della musica, con i suoi natali qui in Basilicata.

Testimonianza forte  che la Commissione Lucani nel Mondo, vuole rappresentare per far conoscere la nostra Regione, costruire un ponte vero con le comunità locali di emigranti lucani, valorizzare le potenzialità che a volte sono nascoste o poco considerate o, come nel caso degli alunni del Conservatorio materano, entrare a confronto con  realtà culturali di elevato spessore. In particolare con la esibizione della Ensemble del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera con Clelia Croce, Francesco Sacco, Roberta Lioy, Isabella Scalera, Antonio Fauzzi, Valentina Fabrizio e Carmine Antonio Catenazzo.

Alla manifestazione di Parma è prevista la presenza e gli interventi del Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata, Vincenzo Santochirico e del Presidente della CRLE, Luigi Scaglione e del Presidente del Circolo dei Lucani Antonio Zasa.

“I due mondi di Duni” è il titolo di un convegno internazionale di studi che si svolgerà presso la Casa

della Musica di Parma, coprodotto da Casa della Musica, Università degli Studi di Parma, Centro Internazionale

di Ricerca sui Periodici Musicali (CIRPeM), Circolo Culturale Lucano di Parma e a cura di

Paolo Russo (Università di Parma), che nei prossimi 27 e 28 aprile raccoglierà alcuni dei principali stu –

diosi internazionali dell’opera italiana e dell’opéra-comique francese negli anni dell’attività di Egidio

Romualdo Duni.

L’intenzione del convegno, che prosegue il già lungo cammino delle proposte di tipo scientifico che la

Casa della Musica ha organizzato fin dalla sua inaugurazione nel 2002, realizzando un catalogo già ric –

co e articolato in campo editoriale, discografico, espositivo e convegnistico, è infatti quella di fare il

punto sullo stato delle conoscenze sul compositore lucano. Otto saranno le relazioni in programma, che

indagheranno l’attività di Duni (nato a Matera nel 1709 e morto a Parigi nel 1775) sia negli anni in cui

era attivo nei teatri italiani, sia quando si affermò come protagonista dell’operismo parigino. Il conve –

gno cercherà di ricostruire il contesto teatrale in cui egli si mosse e si inventò una carriera assolutamente

originale per un compositore italiano del suo tempo. Di particolare interesse il concerto che si terrà la

sera del 27, a cura dell’Ensemble del Conservatorio di Musica “E. R. Duni” di Matera e col patrocinio

della Regione Basilicata, in cui saranno eseguite sue pagine operistiche e strumentali. In particolare, gli

studi di Maione e Mattei renderanno conto delle sue composizioni italiane, sacre e operistiche, nei tardi

anni ’40 del Settecento. Gli interventi di Malvezzi, Polin e Pfeiffer esamineranno le attività teatrali che

in Italia si affiancavano ai cartelloni dei grandi teatri operistici. Paolo Russo indagherà sulle interazioni

tra le opere di Duni e la vita teatrale nella Parma di Du Tillot, che gli consentirà di avviare l’avventura

parigina. Le relazioni di Charlton e Noiray indagheranno alcune delle prime opere francesi composte da

Duni: Le retour au village e L’École de la jeunesse.

Dopo gli studi napoletani e le prime prove teatrali in alcuni dei principali teatri italiani dell’epoca

(significativo l’operoso soggiorno parmigiano alla corte dei Borbone) nel suo lungo soggiorno parigino

Duni perfezionò il genere dell’opéra-comique trasferendo in termini francesi alcuni aspetti dell’opera

buffa italiana, conservando tuttavia l’elemento sentimentale che ne divenne poi la caratteristica

principale. Fra le sue circa quaranta opere si ricordano La buona figliola, Le peintre amoureux de son

modèle, Le milicien, La clochette, quest’ultima rappresentata nel 2002 al Teatro Regio di Parma.

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