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Feb 202013
 

Marco Chinazzo, nella vita produttore di vini e amante della natura e dello sport, è un podista amatore che sfugge alle definizioni. È un corridore amante delle lunghe distanze, della fatica e delle imprese al limite. Lo scorso anno ha portato a termine la 100 km del Passatore. Poi, ha deciso di correre dal suo paese in provincia di Cuneo fino a L’Aquila, in 14 tappe, progetto di solidarietà in collaborazione con l’AISM. E quest’anno, è partito per una grande impresa: il Giro d’Italia di corsa! 3600 km in tre mesi. Ecco perché, si può dire che Marco Chinazzo è un runner che esce dagli schemi, che va sempre alla ricerca del limite fisico e mentale.

 

Perché questa folle e suggestiva impresa? Lui risponde così: “Il perché nasce da un improvviso senso di insoddisfazione, come se avessi visto la mia vita tra 20 anni, senza un’emozione forte avrei capito di aver vissuto una vita non al limite e di non essere riuscito a sfruttare al meglio le possibilità di cui dispongo. A questa domanda è difficile rispondere perché si tende sempre a non accettare un cambio di programma, modificare la propria vita in corsa è sinonimo di diversità. Collaborando con le onlus mi sono accorto che tutti noi abbiamo un’immensa fortuna che la maggior parte delle volte perdiamo dietro a lamentele inutili. Non mi sono mai chiesto cosa mi spinga voler fare il giro d’Italia …forse la voglia di viaggiare o forse la paura di stare fermo. Ognuno di noi può decidere se vivere o sopravvivere e io finché avrò la fortuna di vivere non mi accontenterò di sopravvivere!”

 

Un’impresa degna di nota, sulla quale Marco aggiunge: “Quando i miei piedi avranno calpestato, passo dopo passo tutta l’Italia, io non sarò più lo stesso. Questo sarà per me un grande sogno che porterà il mio fisico allo stremo e il mio ego alle stelle. Decidere di correre 3600 chilometri è una scelta che ti cambia la vita, una scelta che ti proietta verso un futuro diverso, correre lungo tutta la penisola vuol dire crescere come runner e come uomo”.

 

L’atleta piemontese, nato a Mondovì e ora residente in Val Bormida, è partito dal suo paesino in provincia di Cuneo e ha raggiunto di corsa Genova. Da lì si è imbarcato per Olbia, ha attraversato la Sardegna di corsa e ha raggiunto Cagliari da dove si è imbarcato per la Sicilia. Dopo aver attraversato la Sicilia di corsa, ha raggiunto la Calabria, che ha attraversato di corsa per poi entrare in Basilicata. Proprio in queste ore, sta correndo i primi chilometri in territorio pugliese.

 

Della Basilicata ha apprezzato i fantastici panorami paesaggistici, soprattutto le stradine di campagna che lo fanno sentire di più a casa. Dopo un mese di corsa, la lontananza dagli affetti famigliari si fa sentire, ma Marco continua ad avere tanta grinta e motivazione per proseguire e portare a termine la sua eccezionale impresa. La gente che incontra lo guarda spesso incuriosita, ma qualcuno inizia anche a riconoscerlo e quindi incitarlo, dato che i media nazionali e locali hanno cominciato a parlare di lui.

 

In questa avventura, è seguito dal fotografo Ezio Cazzuli e dal fisioterapista Matteo Devalle, oltre al fedele amico quattro zampe di Marco, Krasc. Il camper è il luogo di rifugio e di riposo, ma le giornate sono ovviamente caratterizzate dal contatto con la natura, con la strada, con qualunque condizione climatica e con le persone che sulla strada si incrociano. L’atleta della provincia di Cuneo è giunto a un terzo della sua avventura, che prevede 3600 chilometri in tre mesi, passando per tutte le venti regioni italiane. Ha ormai superato i 1000 chilometri e la tabella di marcia è per ora pienamente rispettata, con circa 50 chilometri ogni giorno.

 

Questo viaggio sta regalando a Marco Chinazzo incredibili emozioni e situazioni nuove da cui imparare. Ora, per tutta la settimana correrà sulle strade pugliesi, in attesa dell’ingresso in una nuova regione per vedere nuovi posti, respirare nuovi profumi e vivere nuove sensazioni.

L’avventura continua.

 

Marco Ceste – Ufficio Stampa

 

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