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Nov 252013
 

Ecco il testo della lettera inviata dal primo cittadino di Pisticci al Presidente Napolitano.
“Signor Presidente,
Sono Vito Di Trani Sindaco del Comune di Pisticci e in quanto tale mi rivolgo a Lei chiedendoLe di poterLa incontrare al fine di metterLa al corrente della situazione in cui versa il territorio del Comune che mi onoro di rappresentare, del metapontino e dell’intera regione, dopo l’alluvione che abbiamo subito nei giorni del 6 e 7 ottobre 2013.
Signor Presidente, gli effetti dell’alluvione sono stati devastanti per un territorio come il nostro, trascurato per decenni dai vari livelli istituzionali, la cui fragilità appare in tutta la sua evidenza successivamente ai fenomeni atmosferici violenti, che negli ultimi anni sono diventati sempre più frequenti. L’alluvione del 6 e 7 ottobre ha causato quattro morti, ha distrutto diverse attività commerciali, ha inferto un colpo mortale a molte aziende agricole, ha prodotto danni enormi alle abitazioni di privati cittadini, ha divelto ponti e strade al punto che alcune aziende e abitazioni risultano ancora isolate. In alcune di esse vivono persone portatori da handicap bisognosi di assistenza. Fatti questi, Signor Presidente, completamente ignorati dalla stampa nazionale e rimasti fuori dalla catena di solidarietà e di attenzione delle istituzioni centrali.
Alla luce di quanto esposto, devo rappresenterLe il mio rammarico nel prendere atto che in alcuni casi si interviene rapidamente mentre si ignorano ripetutamente altre situazioni. Parlo della rapidità con la quale, giustamente, si interviene in Sardegna, alla cui popolazione esprimo la solidarietà mia personale, della mia amministrazione e di tutti i miei cittadini. Duole, però, dover constatare che, pur nella disgrazia, esistono cittadini di categorie diverse e l’amarezza aumenta allorquando appare che i lucani sono sistematicamente collocati nella categoria inferiore. È difficile, Signor Presidente, comprendere il ruolo delle Istituzioni repubblicane, della cui imparzialità Lei è garante, in un atteggiamento secondo il quale, nei giorni immediatamente dopo la tragedia sarda, lo Stato mette a disposizione risorse umane e finanziarie tali da far dichiarare al Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi che nel giro di tre mesi tutto ritornerà come prima mentre in Basilicata le infrastrutture sono abbandonate in uno sconfortante degrado.
Nella mia regione, fragile dal punto di vista idrogeologico, lungo una delle principali arterie di comunicazione, la SS 407 Basentana, nei pressi di Tricarico, vi è un ponte chiuso al traffico da tre anni, per danni causati da eventi atmosferici, e non sappiamo se e quando sarà possibile ripristinarlo. Ancora, sempre eventi atmosferici, nove mesi fa, hanno minato la stabilità di un altro ponte lungo la strada ex SS 176 la cui conseguente chiusura al traffico è causa di enormi disagi per la popolazione al punto che i cittadini del comune più penalizzato, Craco, in occasione delle ultime elezioni regionali hanno manifestato la loro protesta attraverso l’astensione dal voto. In quel comune l’affluenza alle urne è stata del 17,94! Tutto questo, mi preme sottolineare, avviene in una regione dove le tratte ferroviarie sono costituite ancora da un solo binario proprio come agli inizi del secolo scorso mentre in altre zone d’Italia si protesta contro la realizzazione della ferrovia ad alta velocità; nella stessa zona dove si incontrano difficoltà indicibili nella realizzazione di uno snodo di collegamento aeroportuale già parzialmente esistente che potrebbe dare impulso all’economia del territorio, mi riferisco alla pista Mattei della zona industriale di Pisticci voluta da Enrico Mattei e dove l’intero sistema della viabilità versa in uno stato penoso sia pure in presenza di un traffico intenso di mezzi pensanti da porre in relazione all’attività estrattiva.
Ebbene, Signor Presidente, tale forma di trascuratezza avviene ai danni di una regione generosa verso lo Stato Centrale, non Le sfuggirà l’entità del contributo che la Basilicata offre alla Nazione in termini di risorse energetiche ed idriche. Al momento tale generosità è stata ricambiata con l’inquinamento, con l’aumento di diverse patologie tra le quali la principale è il cancro, con infrastrutture obsolete e con l’assenza di qualsiasi forma di attenzione per quei cittadini che soffrono le calamità al pari di quelli di altre zone geografiche. Basti ricordare che ancora non esiste nessun intervento in relazione all’alluvione del 2011, avvenuta nelle stesse zone del Metapontino, a cavallo tra la Puglia e la Basilicata, e che, ad oggi, a quasi due mesi dall’alluvione ultima, non è stato riconosciuto lo Stato di Calamità Naturale.
Signor Presidente, ritengo che la situazione generale della Regione meriterebbe maggior attenzione ed è necessario dare ai cittadini lucani dei segnali concreti che li faccia sentire parte integrante della Nazione al pari di altri. Non Le nascondo, nel contesto descritto sia pure in maniera sommaria, la grande difficoltà di essere rappresentante delle istituzioni e, al tempo stesso, avvertire l’impotenza nel fronteggiare le continue emergenze.
Nel ringraziarLa per la cortese attenzione prestatami, ripongo in Lei in prima istanza la mia fiducia, sapendo quanto Le stia a cuore il bene dell’Italia tutta e sappia che il Sindaco che le sta scrivendo è mosso dall’amore per il proprio territorio e delle istituzioni tutte.
Nel confidare nella Sua sensibilità, certo del Suo riscontro, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti”.

pisticci3

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