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Nov 062013
 

“È sconvolgente vedere come parte della politica lavori per distruggere economia e lavoro, nascondendosi falsamente dietro una finta tutela della salute e dell’ambiente. È il caso di Maria Murante, Antonio Placido e Francesca di Napoli che, parlando della centrale Enel del Mercure l’hanno definita ” un abuso nei confronti delle comunita’ locali” e un vero e proprio atto di aggressione a un territorio e al suo futuro.
Questi politici guardano più alla facile ricerca del consenso che all’interesse della collettività lucana. Perché quando si parla di abuso nei confronti di un territorio forse non conoscono il concetto di collettività. Forse gli è sfuggito che la quasi totalità dei Comuni della Valle vogliono la centrale e la vedono come una grande opportunità per il territorio.
Oggi la burocrazia, ai limiti del ridicolo, la stessa che mette in ginocchio il nostro paese viene usata, invece, da due soli comuni per cercare di impedire il funzionamento di una centrale che sta portando benessere e sviluppo alle comunità locali. Lo chiedano agli albergatori della zona o ai lavoratori lucani e calabresi.
Giusto per rinfrescare a lor signori la memoria, la centrale si trova nel Parco perché quando ne è stato definito il perimetro, si è ritenuto che questa non rappresentasse alcun pericolo, diversamente rispetto a quanto fatto per altri insediamenti industriali.
Chi parla di pericoli per la salute e per l’ambiente dovrebbe avere il coraggio di argomentarli scientificamente e non parlare a vanvera. Chiaramente questo non viene fatto perché i delatori dell’impianto sanno perfettamente di non avere argomentazioni valide basate sulla realtà. La centrale del Mercure, oltre ad aver affrontato rigorosi iter amministrativi e ricevuto pareri positivi da tutti gli Enti coinvolti per circa 10 anni, è stata sottoposta anche a studi scientifici indipendenti di importanti scienziati che hanno stabilito una volta per tutte che non ci sono rischi per l’ambiente o la salute.
La centrale è un’opportunità per il Parco e per il territorio perché produce lavoro, consente di manutenere i boschi preservandoli da incuria e incendi, permette aggregazione e sviluppo di imprenditoria locale nel settore delle biomasse legnose vergini. Lo hanno capito tutti i Comuni della Valle, tranne due che vogliono imporre le loro strumentali convinzioni a tutta la collettività. Triste vedere che anche certa politica si schieri contro il lavoro e contro lo sviluppo della nostra Valle. A loro certamente non andranno i nostri voti”.

castelluccio3Centrale del Mercure.

  Un Commento per “Centrale del Mercure, i lavoratori: “La politica guardi allo sviluppo e al lavoro, non ai voti””

  1. Vorrei sapere il nome del giornalista che ha scritto “l’ articolo”.

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