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Nov 292013
 

“Lauria Libera voterà no con convinzione al Bilancio di previsione presentato dalla Giunta Mitidieri”. A dichiararlo, nella seduta odierna del Consiglio comunale, il capogruppo Angelo Lamboglia.
“Preso atto che non si può arrivare ad approvare un Bilancio di previsione a fine anno (e su questo la politica nazionale dovrebbe fare un mea culpa) è opportuno sottolineare come questo documento fondamentale, che arriva a due anni e mezzo dell’insediamento dell’Amministrazione Mitidieri, rappresenti la cartina di tornasole da cui emerge la conferma di una maggioranza che è figlia della continuità e dell’incapacità di porre in essere azioni propedeutiche ad un cambiamento ormai di estrema attualità, e che ha pesanti responsabilità in merito a questioni vitali e fondamentali per la nostra comunità”.
“Questa Amministrazione non mostra alcuno spirito di iniziativa e se la prende sempre coi soliti noti”, spiega Lamboglia, tanto che “è arrivata ad aumentare nuovamente la TARSU del 7,10% coprendo il 93,60% del servizio e lasciando la copertura del restante 6,40% alle altre entrate generali dell’Ente che inevitabilmente si riverseranno sui cittadini. Tenuto conto che in due anni si è arrivati ad un aumento complessivo del 24% circa, non coprendo mai il servizio al 100%, è lampante il prezzo che Lauria sta pagando a causa di errori e di scelte che nel tempo non hanno fatto altro che aggravare la situazione”.
A pagare, insomma, per il capogruppo di Lauria Libera, sono sempre i laurioti: “Non è accettabile, soprattutto in questa congiuntura, che si continuino a sostenere spese non di competenza dell’Ente come il conferimento dell’umido che nel solo 2013 ammonta a 54mila euro e che più volte abbiamo denunciato con azioni concrete. Non è sostenibile la mancanza di iniziativa in merito alla riduzione alla fonte dei rifiuti che potrebbe comportare l’abbattimento delle spese per il conferimento. Non è accettabile che l’Amministrazione non intervenga sul rispetto delle percentuali di raccolta differenziata, che non sono state raggiunte come da capitolato e il cui non raggiungimento non è stato sanzionato come previsto dallo stesso (con il 55% avremmo abbattuto della metà il costo di conferimento che ad oggi è circa 750mila euro). E non è accettabile che non scattino le sanzioni per un servizio di raccolta rifiuti non all’altezza della situazione”. Inoltre, “è assurdo che non si colga l’opportunità di intervenire sulla Scuola Giovanni XXIII (la cui palestra è inagibile ed il primo piano va bonificato dall’amianto) attraverso le misure previste dal “Decreto del Fare” che avrebbero consentito sostegno in tal senso fino a 400mila euro. E’ grave poi che non si agisca con decisione sul servizio di riscossione della pubblicità impantanatosi da mesi, sulla regolamentazione del commercio abusivo, sulla riorganizzazione dell’Ente, sulla mancata capacità di affrontare la questione energetica aggravata dalla staticità di un’amministrazione che, pur avendo approvato in merito la mozione da noi proposta, perdendosi nell’inerzia totale ha deciso di non cogliere le eventuali opportunità economiche e di sviluppo che potenzialmente questo strumento può comportare.”
Sono tutti argomenti questi che, secondo il capogruppo, “avrebbero potuto e possono concretamente incidere su un bilancio certamente stretto dai tagli ma che, attraverso azioni orientate, avrebbe potuto recuperare fondi funzionali ad alleggerire una pressione fiscale accentuata non solo dalla crisi ma anche dal disastro Carpineto senza il quale il Comune di Lauria avrebbe potuto far fronte a testa alta a questa particolare congiuntura”.
“Di fronte a quanto fin qui evidenziato – continua Lamboglia – e tenuto conto della verifica aperta per diversi mesi senza aver prodotto risultato alcuno, se non il rallentamento delle attività consiliari, è opportuno prendere coscienza dell’inopportunità di continuare a vivacchiare in questo modo e prendere atto che o si cambia seriamente pagina o si ridà la parola ai cittadini”.
Bisogna cambiare rotta, conclude dunque Lamboglia: “Non è più accettabile l’atteggiamento di chi ci governa che, pur di difendere se stesso e la continuità, non si preoccupa dei cittadini e, contribuendo di fatto ad acuire il distacco tra politica e cittadini, non consente alla politica di recuperare quel ruolo che le compete e che consentirebbe di elevare quel “confronto” necessario all’interesse del collettivo e non dei singoli”.

angelo lamboglia 1

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