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Dic 012012
 

“Un nuovo attentato al paesaggio ed all’ambiente sembra si stia preparando ai danni di quell’inestimabile patrimonio che è la città di Maratea e più in particolare al torrente ed alla spiaggia di Fiumicello. E tutto questo in barba ad ogni regola ambientale, di difesa della identità di quel comune, di salvaguardia della spiaggia come patrimonio vero per l’economia segnata dal turismo.

Un progetto per il recupero e la ristrutturazione di una centrale idroelettrica ad acqua fluente, realizzata più di cinquanta anni fa e da tempo immemore inutilizzata, che partendo dall’area di Contrada Vallina finiva sulla spiaggia di Fiumicello è diventata l’occasione per chiedere un permesso prima al Dipartimento Ambiente e poi a quello delle Attività Produttive di costruzione di fatto di una nuova centrale, con un nuovo tracciato assai invasivo dell’intero territorio e con la realizzazione proprio a ridosso della spiaggia di un nuovo manufatto dall’altezza considerevole.

I pareri favorevoli dei Dipartimenti suffragati da due conferenze di servizio a cui sono stati più gli assenti che i presenti, fanno da contraltare con il parere negativo opportunamente espresso dal Comune di Maratea e dalle osservazioni dei cittadini, di cui nessuno ne ha tenuto conto.

Si tratta di offendere il territorio costruendo una nuova centrale idroelettrica che per sua definizione dovrebbe produrre energia pulita, a scapito di aree antropizzate o urbanizzate, senza risanare il corso del Torrente Fiumicello, l’interramento di tubi che fanno bella vista da anni o di scarpate e aree verdi degradate,

Troppa superficialità si appalesa in questo iter del quale bisogna approfondirne gli aspetti atteso che all’imprenditore privato che vuole realizzare l’iniziativa approfittando delle opportunità del Piano energetico regionale, si chiede coerenza con l’obiettivo di salvaguardia del territorio mancando di fatto, dalla lettura degli atti, l’interesse pubblico ( a chi e a cosa serve una centrale elettrica li).

Una interrogazione urgente al Presidente della Regione sarà depositata nelle prossime ore affinché se ne discuta in Consiglio Regionale individuando anche eventuali responsabilità, ove ve ne fossero, nel discutibile iter dell’iniziativa che, come detto, presentata come ipotesi di ripristino e recupero di una vecchia centrale (che visto lo sviluppo turistico sarebbe comunque opinabile) si appalesa di fatto come nuova costruzione in contrasto dunque con l’ipotesi prospettata.”

 

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