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ago 292012
 
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Un corposo documento quasi un romanzo, tante parole ed enunciati pochi fatti a tutela della salute, il sistema sanitario dovrebbe rimuovere ed evitare qualsiasi discriminazione, il nuovo atto aziendale invece la decreta ed istituisce a tutti gli effetti. A conti fatti parlando del tirreno, l’estremo nord è la zona più pesantemente penalizzata, in pochi chilometri tra Belvedere, Cetraro, Paola, fra privato e pubblico vi è una concentrazione e duplicazione di servizi sanitari ingiustificata ed ingiustificabile che danneggia non solo i territori periferici ma anche gli stessi utenti dei suddetti centri impossibilitati a trovare disponibilità e servizi adeguati.

Si allontana sempre più la realizzazione di un grande, funzionale ed efficiente ospedale unico il cosiddetto spoke Cetraro-Paola, di fatto sono e resteranno due ospedali-fotocopia che molto difficilmente potranno diventare eccellenza.

Quel che più colpisce però è che tutto ciò segna il superamento del conclamato principio di riduzione costi che ha determinato il disastro della sanità nella provincia, tanto rumore per un solo scopo, chiudere l’ospedale di Praia a Mare e qualche altro presidio in zona di scarsa rappresentatività e potere.

Per giustificare reparti ci si inventa l’emergenza-urgenza dove non necessita, lasciando sprovviste intere aree di ogni e qualsiasi adeguata assistenza, ecco la grave discriminante che condanna bambini, giovani, donne anziani e quanti dimorano nelle zone costiere, collinari e montane ai confini della Calabria.

Il trambusto estivo è trascorso evidenziando non poche difficoltà, la stragrande maggioranza dei bisognevoli di cure è transitata per la Basilicata, altri hanno dovuto subire improvvidi ed avventurosi trasbordi e qualche altro purtroppo ci ha rimesso la vita.

Ed allora qual è la morale del romanzo predisposto dall’Asp di Cosenza?

Difficile individuarla se non nella negazione della sua stessa missione istituzionale infatti al contrario di quanto riportato nell’atto aziendale la reale situazione dimostra che non “contribuisce alla promozione, al mantenimento e allo sviluppo dello stato di salute della propria popolazione che si trova nello stato di bisogno di assistenza “.

Forse sarebbe stato opportuno dedicare più tempo e spazio alle questioni di sanità pubblica piuttosto che inalberarsi e tenere banco in faccende sicuramente degne di nota e rispetto ma pur sempre interne e di natura personale che poco interessano ammalati ed utenti.

Il rafforzamento estivo sulla costa tirrenica del 118 non è mai avvenuto ne può essere considerato tale l’aver aumentato la reperibilità di qualche addetto; così come il punto di primo intervento di Praia che esiste solo sulla carta.

Si scrivono alcune cose, altre se ne annunciano ed altre ancora se ne realizzano. Non è la prima volta e purtroppo non sarà l’ultima almeno fino a quando un settore così delicato ed importante non uscirà dalla faziosità e parzialità partitica, il commissario Scopelliti ne prenda atto nell’esclusivo interesse dei calabresi tutti.

Raffaele Papa
Coord. Prov. MpA Cosenza