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ago 242012
 
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Prosegue l’opera di “risanamento” del Governo. È la volta adesso degli aeroporti, dopo scuole, ospedali, tribunali, dopo lo smantellamento dello stato sociale. Oramai occorre fare gli scongiuri perché ad ogni provvedimento annunciato corrisponde l’abbattimento, assieme ai presidi istituzionali, di ogni aspirazione di  intere zone del Paese e di larghe fasce di popolazione.

Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri si accinge ad approvare il Piano aeroporti predisposto dal Ministro Corrado Passera. La proposta prevede, tra l’altro, la posa della pietra tombale sull’avio superficie di Pisticci Scalo e su ogni ipotesi di sviluppo del turismo e dell’agricoltura del Metapontino.

La logica è la stessa su cui poggia l’intera azione del Governo centrale: tagli indiscriminati di tutti quei presidi istituzionali che non rispondono a criteri meramente numerici nel tentativo di contenere la spesa pubblica. È evidente che tale illuminata scelta strategica, da sola, porta inevitabilmente alla desertificazione di un territorio come la nostra regione in quanto dal punto di vista numerico è soccombente ma, non per questo, ai suoi abitanti, devono essere indirizzate vessazioni e discriminazioni di ogni genere. D’altra parte, al di la delle sforbiciate, non riusciamo ad intravedere, né qualcuno prova ad illustrarla laddove dovesse esistere, una proposta sulla quale poggiare una ripartenza dell’economia, un motivo che provi a spiegare cosa può controbilanciare tale accanimento.

Noi siamo portati a credere che si procede per tentativi e senza una visione d’insieme, altrimenti non si spiegherebbe perché, in nome di una razionalizzazione della spesa, si chiudono o si negano infrastrutture capaci di dare un contributo decisivo alla produzione di risorse dopo che la loro realizzazione ha richiesto ingenti investimenti. È il caso dello Scalo Mattei di Pisticci, costato milioni di euro e al cui completamento era legato il possibile rilancio del Metapontino, attraverso i suoi consistenti flussi turistici costretti ad utilizzare l’aeroporto di Bari.

Con il Piano aeroporti si chiude, quindi, miseramente un’altra pagina della storia della Val Basento per la quale si prospetta un futuro di parco delle aspirazioni mortificate. L’amarezza maggiore è dovuta al fatto che il depauperamento della regione avviene al cospetto di una classe politica sorda, indifferente alle istanze di un territorio che chiede semplicemente di essere rappresentato. (Giunta Cmunale Pisticci)