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ago 092012
 
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A Montemurro, ieri 8 agosto 2012, ha avuto luogo il secondo appuntamento della rassegna “Musa e Musica sotto le stelle” nella quale è stato presentato il libro di Leonardo Sinisgalli “Pagine Milanesi” curato da Giuseppe Lupo. La serata, che è stata organizzata dalla Fondazione “Leonardo Sinisgalli” con la collaborazione del Comune di Montemurro e Pro Loco di Montemurro ha visto parole e musiche fare da contorno ad un’opera che racchiude alcuni degli scritti che Sinisgalli realizzò nella sua permanenza milanese, dal suo arrivo nel 1933 fino al 1936 e che pubblicò sulla rivista “Italia Letteraria” con la quale collaborava già dal 1929.
La parte grafica dell’evento è stata curata da Mauro Bubbico il quale si è ispirato a “Campografico” la rivista di estetica e di tecnica grafica nata nel 1933 su cui scrisse anche Sinisgalli.
“Sono prose contraddistinte da leggerezza e nitore” ha spiegato Biagio Russo direttore della Fondazione, precisando “la lucidità di un giovane ventenne che a Milano trova intellettuali che come lui amano la Cultura, ne riconoscono il valore ed hanno voglia di fare qualcosa di buono e concreto”. “In questi scritti – continua Russo – c’è la voglia di vivere di un uomo che sa interagire con un universo multiforme, che si relaziona con la gente comune e che apprezza la laboriosità di una Milano che dalle braccia della gente produce la sua ricchezza”.
Ideatore del marketing è la nota che sottolinea Gianni Lacorazza, giornalista, che vede in Sinisgalli colui che ha dato vita a quelle tecniche di mercato volte a promuovere i nuovi prodotti. La pubblicità diventa il canale con il quale la gente conosce i beni di un’industria che nel corso del Novecento stava avanzando in rapida ascesa, e Sinisgalli, geniale fuori dal comune, le conferisce grazia e bellezza, rende la pubblicità “poesia”.
In Sinisgalli rivede se stesso Giuseppe Lupo che ha scelto di realizzare questo libro proprio per le assonanze che lo legano al poeta montemurrese. “Ho conosciuto Milano grazie a questi scritti – ha affermato lo scrittore – quando vi arrivai all’età di 18 anni. Mi accompagnavano due libri, “Il Sempione strizza l’occhio al Frejus” di Elio Vittorini e “Fiori pari e fiori dispari” di Leonardo Sinisgalli. Come Sinisgalli arrivai a Lambrate e seguivo i percorsi che egli aveva scritto nel suo testo. “Sinisgalli – continua- è molto studiato, criticamente, ma purtroppo poco letto. Ci sono poche sue opere in libreria. “Pagine Milanesi” riunisce scritti che non si possono trovare perché disseminati nella rivista l’ “Italia Letteraria” di più di 70 anni fa. Datati ma comunque istruttivi. “Nelle prose raccolte – ha spiegato Lupo – notiamo infatti come nella Milano e nell’Italia di allora grande spazio veniva dato ai giovani che agevolmente potevano esprimere il loro talento in ogni campo e ad alti livelli. Notiamo il loro affiatamento, il dialogo tra i diversi Saperi che garantiscono lo sguardo d’insieme e lungimirante sul mondo. C’era un progetto di Cultura milanese per nulla settoriale e Sinisgalli – conclude Lupo – lo ritrova dopo aver lasciato Montemurro dove un artigiano sapeva essere anche un buon contadino”.

Anna Mollica