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ago 292012
 
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Nel consueto spazio all’aperto utilizzato per occasioni importanti che è quello della piazzetta sottostante Torre Sanseverino, è stata presentata la raccolta di poesie e racconti “Il gioco delle rondini” di Enzo Mauro, scomparso prematuarmente lo scorso anno, e che per oltre un trentennio ha operato nell’Azienda di promozione turistica a Matera ricoprendo ruoli di primo piano.
Testimonianze su Enzo Mauro, in una serata coordinata dalla figlia Angela, con intermezzi musicali di alto spessore scelti dal M° Enzo De Filpo e letture di poesie e racconti curate da Giusy Ripoli, cono venute dal sindaco del centro jonico Vincenzo Francomano che ha evidenziato la lunga militanza socialista e il forte impegno a favore della “sua Rotondella”, da Maria Cuccarese (assessore alle politiche culturali nel centro jonico) e da Giuseppe Lapolla che nel periodo 1965-70 ha guidato la prima amministrazione di centrosinistra a Rotondella con la presenza dello stesso Mauro in maggioranza.
Lapolla ha ricordato l’amicizia che li legava e la grande umanità di un uomo come Enzo Mauro, un uomo sempre “in giacca e cravatta”, sottolineando nello stesso tempo l’importanza di quella coalizione che, pur con la forte presenza della DC, rompeva definitivamente, in considerazione anche della giovane età degli eletti, con il passato.
Enzo Mauro sarebbe stato rieletto nelle successive elezioni del ‘70 andando a ricoprire il ruolo di assessore nella prima amministrazione guidata da Tonino Bianco, amministrazione che dopo una fase iniziale si sarebbe collocata decisamente a sinistra. Verso la metà degli anni ’70 il trasferimento a Matera dove oltre al lavoro all’APT, Enzo Mauro si sarebbe occupato del periodico Domani Sud, di area social-democratica.
Con la sua Rotondella ha continuato a mantenere nel corso degli anni un rapporto costante ed è il “borgo natio” di leopardiana memoria (l’Autore era un profondo cultore del poeta di Recanati) ad essere al centro di una sottile trama poetica, tenuta racchiusa per lungo tempo come un bisogno interiore di ricordare, di interrogarsi, di lasciare una traccia della propria presenza: “Ma io, / pur confuso come un forestiero, / torno spesso da te, / per sentire i venti che battono ai tuoi fianchi, per rivedere il mare / che sembra ai tuoi piedi / per ammirare il tuo cielo profondo / e qualche timido fiocco di neve / che bacia i tuoi tre colli”.
Il titolo scelto per questa raccolta (96 pp.) edita da Archivia prende spunto dalla poesia “Noi di paese” che “siamo come le rondini: / garriamo nel borgo nella primavera della nostra vita / ce ne allontaniamo per operare altrove, / vi ritorniamo puntualmente / ogni anno / col segreto desiderio / di potervi fare / l’ultimo viaggio”.
Tre brevi racconti (Cento Caldi Antri-Il sogno di Tonio, L’avventura, Il vecchio e la libertà) dove il filo conduttore è (vissuta e/o ricercata) la libertà, dieci poesie di forte intimismo nella sezione “Tra vita e sogno” e ventotto in quella iniziale “Rotondella e dintorni” dove è il balcone dello Jonio ad essere al centro della creatività poetica come in “Senza titolo-Per Rotondella”: “Anche tu, mio paese, sei cambiato. / Come tanti anni fa -è vero- / mi accolgono ancor i tetti / i comignoli / le case / la tua sonnolenza atavica. / Ma il tuo sguardo / è smorto / come il grigio / smunto delle pietre. / Sanguina la tua pupilla / che non vede più il futuro: / il presente / accompagna /solo il passato. / A noi, / che siamo il passato / ahimé ! Toccan le colpe / del suo lento tramonto. / Noi che non sapemmo / o non volemmo.”
Il volume, arricchito dai disegni della figlia Angela, di alcune foto tratte dall’album di famiglia, contiene anche versi scherzosi velati da una sottile ironia e dediche che Enzo Mauro metteva su carta in occasione di ricorrenze particolari.