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ago 182012
 
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L’art. 20 della L R. n. 17/2011 ha “stravolto” alcune consolidate realtà ospedaliere Lucane tra le quali l’ospedale di Venosa che dal 1° Gennaio 2012 non può più accettare “Pazienti Acuti”.
L’attuazione dell’art. 20, ha imposto -comunica il Segretario Provinciale Giuseppe Costanzo- anche il trasferimento delle diverse UU.OO. presso l’Ospedale di Melfi, svuotando di fatto l’Ospedale e depotenziandolo di tutte quelle attività che fino al 31/12/2011 venivano professionalmente assicurate.
La puntualità osservata nello “smantellamento” dell’Ospedale di Venosa peraltro coincisa con il periodo natalizio, non è stata assolutamente osservata nella riconversione e nell’implementazione di Servizi e UU.OO.
Sono passati già sette mesi e sono stati attivati, in parte i posti letto previsti per la U.O. di Lungodegenza ed alcuni posti letto previsti per la U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione e dal 1/08/2012 sono stati accorpati in una unica U.O., con la conseguenza che altro Personale sanitario è stato trasferito presso l’Ospedale di Melfi..
L’Ospedale di Venosa, oggi è una struttura “vuota” in tutti i sensi. Dei 97 posti letto tanto decantati da tutti i politici e dell’apertura di nuovi ambulatori non c’è traccia, addirittura gli Ambulatori esistenti stanno sempre più riducendo le attività potenzialmente erogabili.
Pare che anche il “Pronto Soccorso H24” sia destinato a scomparire, nonostante le “riassicurazioni” dei Dirigenti Regionali e dell’ASP e il Servizio cardiologico ed anestesiologico spesso rimane con turni scoperti.
La scrivente O.S. chiede alle Autorità Competenti Regionali e Aziendali -conclude Costanzo-una seria assunzione di responsabilità e un doveroso riscontro degli impegni assunti nel rispetto dei Cittadini/Utenti e dei lavoratori di questo Territorio che sono fortemente penalizzati e “beffati” da questo immobilismo.
FIALS/Confsal