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Gen 052012
 

Il film di Andrea Cantisani “U curv i Lauria” è una perla rara nel panorama della creativitá locale. Il gruppo di Immagineria è riuscito a coinvolgere tanti giovani sia nella realizzazione del corto così come nelle serate delle proiezioni. L’enorme richiesta di posti è stata la dimostrazione più lampante di un’iniziativa che è diventata un vero e proprio evento. Il vero e proprio fenomeno sembra ulteriormente ingrossarsi e getta le basi per nuove esperienze. Si parla giá di un nuovo lavoro per Pasqua.
La storia è simpatica, si può trovare una Lauria quasi inquietante, forse grottesca, narrata con ironia ed un pizzico di gogliardia.
Certamente vi sono dei messaggi da parte degli sceneggiatori. La relativa calma lauriota può nascondere realtá inimmaginabili. Forse la metafora del chiedere il permesso per avviare un’attivitá imprenditoriale (assai discutibile come un bordello) può essere vista come la denuncia un certo controllo del territorio che la politica, o gruppo di potere trasversali hanno sempre esercitato. Forse, la possibilitá di aprire un nightclub a Lauria può essere interpretato come l’esigenza di poter avere più opportunità, di poter avere momenti di contaminazione maggiore (ovviamente forzando sulla tipologia del locale). Forse il nightclub è il grido disperato di una societá locale che non trova sbocchi e si rifugia in una attivitá che appare l’ultima spiaggia (l’attore Raffaele che dice…”Ci saranno file di macchine fino a Pecorone e fino ‘o iumo a Trecchina’ in perfetto stile Cetto la Qualunque), che fa leva sul mestiere e sull’esigenza più vecchia al mondo dopo il mangiare ed il dormire.
La trama è aperta, stimola e fa riflettere come i corti sanno fare a volte meglio dei film.
Complimenti a tutti. E’ ora di provare a dormire.

u-curvu

  Un Commento per “Il miracolo di Andrea Cantisani”

  1. Emozionante sapere che dalle nostre parti, come un fuoco sotto la cenere, cova un fermento creativo
    di notevole portata. Talenti work in progress.

    Piccoli cammei cinematografici. Una ricerca destinata a lasciare
    tracce profonde, o almeno ciò è da augurarsi, in questo contesto sonnacchioso,
    dove anche un applauso diventa un dispendio di energia, una fatica di timidezza, un esercizio di incertezza.

    Davvero interessanti i cortometraggi offerti dal” laboratorio creativo” IMMAGINERIA-
    o come altro chiamarlo, questo crogiuolo ribollente di entusiasmo, di immagini, suoni, colori,
    costrutti logici o illogici, passione…arte?-
    che nella sala Brancato di Lauria (PZ), il 4 gennaio 2012, ha regalato
    ad un pubblico (decisamente timido)
    delle piccole perle in cui regia, fotografia, costruzione immaginaria, musica, sono sapientemente
    e sorprendentemente miscelati; in cui attori “di strada” sembrano avvezzi al palcoscenico
    e risultano credibili quanto attori navigati come Ulderico Pesce,
    ed esercitano fascinazione su chi sa cogliere segnali;
    su chi è ricettivo a questo tipo di messaggi che, senza retorica,
    possono definirsi rivoluzionari per il nostro substrato socio-culturale.

    A che scopo?

    Loro ti rispondono per divertirsi, per creare.

    Ma l’ultimo cortometraggio “U CURV I’ LAURIA” (il corvo di Lauria)
    altro dà da pensare che ad un innocuo pennuto.

    Si sa che i corvi-umani volano in basso e forse a Lauria c’è più di un corvo che comanda, intrallazza,
    decide, e blocca qualunque gioco, perfino quello di un bambino che, intimorito e triste, si ritira
    insieme al pallone con cui vuole almeno giocare.

    Ecco, quel bambino potrebbe rappresentare simbolicamente un popolo
    che non può nemmeno giocare a pallone perché lo spazio è bloccato da uno o più corvi
    …che non sono affatto gli innocui pennuti a cui fa riferimento la pur simpaticissima grafica.

    Speriamo che nella prossima parte il bambino si ribelli, dia un calcio al pallone fino a spaccare i vetri
    della macchina D’U CUORV, o quelli dei suoi nidi di perversione e volgarità; che non è assolutamente
    la parola “a patana” ma il voler controllare e gestire tutto e tutti,
    perfino un paese-bambino che alla fine vorrebbe solo divertirsi un pò.

    Forse è vero, e non tanto immaginario, che a Lauria nemmeno ci si può divertire
    senza chiedere il permesso A LU CURV E A LI CURVICIDDI..

    Aspettiamo dunque con ansia…se questo è un work in progress, magari un vero film, un lungometraggio o un infinitometraggio che tracci la strada giusta da percorrere; e non si tratterà semplicemente del nuovo tragitto autostradale dopo “la caduta del Cavallo”, e neppure del sentiero karmico individuale.

    Dopo i vari corvi umani che volano bassi aspetto di vedere le aquile,
    su vette molto molto alte.

    Ad majora ragazzi e mi raccomando non fatevi “beccare”….!

    ;-)))

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