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ago 022012
 
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Indetto lo stato di agitazione per richiedere che venga scongiurata la chiusura definitiva dell’impianto

 

Apprendiamo con profondo sconcerto e sconforto che il Consiglio di Stato ha accolto oggi i ricorsi in appello contro la centrale Enel del Mercure sancendone probabilmente la chiusura e devastando le aspettative di molte famiglie.

Grazie all’opera senza fine di finte associazioni ambientaliste e burocrati azzeccagarbugli vanno in fumo 10 anni di lavori e autorizzazioni. Va a farsi benedire un’opportunità di lavoro per migliaia di lavoratori della filiera biomasse, settore che vive già da tempo vive una profonda crisi economica e occupazionale che in questa centrale vedeva una svolta per lo sviluppo del territorio.

Ci avrebbe certamente fatto meno male sapere che la centrale era viziata da qualche anomalia tecnica. Invece, scopriamo che si è costruito un gioiello all’avanguardia tecnologica che sarà chiuso per l’ennesimo cavillo burocratico buttando letteralmente dalla finestra decine di milioni di euro già investiti.

A cosa sono serviti allora i dieci anni di autorizzazioni? Chi pagherà per il misfatto? Chi spiegherà ai numerosi lavoratori del cantiere e della centrale e della filiera delle biomasse che la burocrazia ora li affama?

Viviamo in un paese allo sbando. Un paese senza futuro. Un paese in cui la ricerca del cavillo burocratico e le battaglie ideologiche ritardano l’entrata in esercizio di una centrale rinnovabile come quella Enel e lasciano senza futuro padri di famiglia e le future generazioni.

A noi padri senza lavoro resterebbe il nulla e ci verrebbe spontaneo di invitare i nostri stessi figli a fuggire da questo territorio che li vuole vedere morire di fame.

Noi non lo accetteremo mai!

Presidente Monti, Ministro Clini chiediamo il vostro intervento, il vostro aiuto e annunciamo che Il Comitato per la riattivazione della centrale Enel del Mercure dichiara lo stato di agitazione e l’intenzione di dare atto a forme di protesta per far si che i responsabili di questo scempio vengano allo scoperto e scongiurino la chiusura definitiva dell’impianto.

 

Il Presidente Antonio Domenico Derenzo

Comitato per la riattivazione della centrale del Mercure