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nov 192012
 
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Luciano Nota vive da 10 anni a Pordenone. Le sue origini sono lucane, precisamente di Accettura, dove ha vissuto ,appunto, sino a 10 anni fa. A fine giugno 2012 è uscita la sua  terza silloge poetica “Tra cielo e volto”, Edizioni del Leone, prefazione di Paolo Ruffilli, postfazione di Giovanni Caserta. Fa seguito alle raccolte “Intestatario di assenze” e “Sopra la terra nera”, entrambe edite da Campanotto.

Luciano Nota è nato ad Accettura in provincia di Matera. E’ laureato in Pedagogia ad indirizzo psicologico e in Lettere Moderne. Vive e lavora a Pordenone svolgendo l’attività di Educatore. Ha pubblicato: “Intestatario di assenze” (Campanotto 2008), “Sopra la terra nera” (Campanotto 2010), “Tra cielo e volto”(Edizioni del Leone 2012, prefazione di Paolo Ruffilli, postfazione di Giovanni Caserta). Sue prime poesie sono state pubblicate su varie riviste letterarie e in diverse antologie: “Solo buchi in un barattolo” (Ibiskos- Ulivieri 2011, a cura di Aldo Forbice), “Poesie del nuovo millennio” (Aletti 2011), “Arbor poetica” (LietoColle 2011), “Dedicato a…Poesie per ricordare” (Aletti 2011), “Parole in fuga” (Aletti 2011), “Tra un fiore colto e l’altro donato” (Aletti 2012), “Agenda 2012″ (Ibiskos-Ulivieri), “Verba Agrestia” (LietoColle 2012)., “Le strade della poesia ” (Delta 3 Edizioni, 2012) “Poesia contemporanea” (Kairòs Edizioni, 2012, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo). Nella trasmissione di Rai RadioUno Zapping a cura di Aldo Forbice sono state ospitate molte sue liriche. E’ presente sul blog di Poesia Rainews24 a cura di Luigia Sorrentino, sul blog di Nazario Pardini “Alla volta di Leucade”,il blog “Poetrydream”di Antonio Spagnuolo, il blog “Moltinpoesia”, “LucaniArt Magazine”, 2 liriche sul sito di RaiRadioTre. Una sua lirica è stata ospitata nella trasmissione “L’uomo della notte” sezione “Poetando” condotta da Maurizio Costanzo.

 

 

STANOTTE

Entra nel mio covo
e non strigliare ti prego le suole.
Entra e parlami di te
del tuo lido.
Dimmi se vuoi del tuo credo
degli amanti.
Io ti dirò del diamante
che non ho mai posseduto.
Quanto alla rena
lasciata sull’assito
la coglierò stasera
prima di mezzanotte.
Stanotte sarà vampa
la terra nella mia scarpa.

 

BASTEREBBE

Basterebbe che un giorno qualunque
qualcuno si occupasse dei grilli
chiedesse al maestro diverso
di versare più aria nel vento.
Basterebbe prendere ad esempio
la lucciola dai toni speciali
cominciare a brillare le sere
masticare per bene le pietre.

 

 

SIPARIO

 

Allargata la morsa
con tagli più antropici
ognuno col proprio strato
il suo allegato
si muova tra i vivi.
Se davvero c’è un sogno
un passaggio
ben venga il dosso duro.
Dal più criptico pantano
al supremo dei vivai
il fiore ha sempre un nome.
Ci adocchia
ancora fango
l’Imperituro.

 

A MIO FIGLIO CHE NON HO

Vedo mio figlio passare.
E’ un sogno
Un progetto un po’ strano.
Vedo acque lisciarsi
Roteare su se stesse
In splendidi vuoti.
Ore ed ore passate a pensare
A sfogliare.
Anni a sperare.
Gessi, lettere, vuoti di memoria
Che inneggiano rami.
Cosa fare ora che frusto i miei panni?
Il colore dei campi non c’è
E non c’è il pennello
Il giallo secchiello che sorride alle larve.

AL MIO PAESE

Non crollerò
nè crollerà il puledro
lungo il viale dei carrubi.
Ho nel fianco il basilico
col quale insceno pasti
di orologi migliori.
Il mio nido è ancora lì.
Con me ho portato l’orto
che acconcio ogni giorno.
Di sera aggiungo il fimo
il mosto nel bicchiere.
Il fungo gioca a carte
con le giacche di mio padre.
LE ANZIANE LUCANE

Le puoi ancora incontrare
con bluse rammendate e scialli neri
poggiate agli usci delle case.
Col santino nel grembiale
parlano ligie dei figli lontani
limano con cura i grani dei rosari.
Sono loro le anziane lucane
abili querce che sfuggono i tempi.
Con gli occhi dipinti d’antico
e la tremola mano
sembrano tutte mia madre.