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feb 102012
 
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Con il passare del tempo mi convinco sempre di più che dell’oceano informativo che ogni giorno ci sovrasta ci rimane poco, pochissimo. Due righe, massimo cinque. Credo ad esempio che il 70% degli articoli dell’Eco vengono ricordati solo per il titolo, magari per il sottotitolo e la foto. E’ davvero difficile poter “colpire” l’attenzione, soprattutto quando si parla di cultura e di storia.
In occasione del quarto centenario della nascita del cardinale Brancati pensavo ad un secondo libro sul Brancati realizzato dall’Eco, ma ero scettico sulla concreta utilità dello stesso. “Chi più di lui” è stato scritto con l’intento di avvicinare il lettore al personaggio. La storia appare quasi come una trama di un bel romanzo. Il riferimento per chi intende avvcinarsi al Brancati è il volume di Mons. Cantisani, il libro dell’Eco è invece è come quegli attaccanti piccolini ed agili che si infilano tra le gambe per cercare di fare gol.
Sono convinto che molti libri più che letti vengono messi solo in bella mostra , magari esaltando nelle proprie sale da pranzo copertina e dorsetto… chiosando con un’aria affaticata ma compiaciuta “…ebbene si, l’ho letto anch’io!”. Mi permetto un cattivo pensiero simpatico: i Ris di Parma troverebbero come uniche impronte digitali quelle risalenti al dì della presentazione del libro! Poi solo polvere…
Ecco allora l’idea di fare una cosa un pò diversa, coinvolgendo soprattutto i ragazzi, stimolandoli. L’idea è stata di sbriciolare la storia straordinaria del frate lauriota utilizzando immagini e perciò suggestionando la fantasia dei lettori. Il felice incontro con una bravissima artista di Episcopia Franca Iannuzzi ha fatto il resto.
Il libro a fumetti doveva essere pronto in concomitanza con la visita del Cardinale Re, poi, dopo una sana riflessione, abbiamo deciso di presentarlo agli inizi di settembre. Il lavoro è duro. Oltre 1500 sono le illustrazioni a colori. Complicato e labriosissimo il lavoro della giovane artista Iannuzzi, problematico il lavoro del direttore dell’Eco che ha dovuto sviluppare la storia su più piani, rimanendo fedele alla biografia del Cardinale, ma non disdegnando di “contaminarla” con personaggi di fantasia utili allo sviluppo completo della storia stessa.
E’ una storia che si presta davvero ad una sceneggiatura cinematografica. In questo senso è intenzione della redazione di dar vita ad un documetario proprio sulla storia del cardinale, così come vi è già una bozza di copione teatrale.
Siamo convinti che quando la storia verrà letta, lascerà tanti senza parole e senza fiato.
La storia di Gianfrancesco è una continua metafora sui mille problemi che la vita ci pone: dalle insicurezze, agli addii, alle gelosie, agli incontri che segnano l’esistenza, ai colpi bassi. E’ davvero una grande storia che speriamo potrà essere apprezzata a settembre.
L’idea è di coinvolgere le scuole dall’autunno, con degli incontri da pianificare. Anzi, da questo punto di vista, non sarebbe male se già venisse qualche spunto dagli insegnanti. Già da questo momento vi è la disponibilità della redazione di presentare il libro illustrato in tutte le scuole che ne faranno richiesta. Sia chiaro: non solo Lauria. La storia si presta a contesti diversi. In tutti noi infatti c’è un pò di Gianfrancesco.
Molti ci hanno chiesto: ma perchè Gianfrancesco? “Gianfrancesco” è stata una grande intuizione. Nel parlare di questa figura notevole, spesso si aveva la sensazione di parlare di un quadro attaccato al muro, bello, ma distante, non di una persona vera, realmente vissuta. Eppure questo frate ha calpestato questa terra!
Come non pensare a quando scoraggiato scappava nella vigna di famiglia ed andava a nascondersi! Come non pensare a questo ragazzo che sale 20 volte le scale di casa nella notte che sarà una delle più importanti della sua vita, quando cioè non avrà il coraggio di salutare sua madre decidendo definitivamente di abbracciare la vita religiosa.
E’ una grande storia, forse anche troppo grande per noi. Speriamo che a settembre potremo trasmettervi tanti stimoli in occasione di un’iniziativa (“Nella città del cardinale Brancati”) che riprendiamo dopo qualche anno e che speriamo possa rimanere, da adesso in avanti, un punto fermo per la cultura del nostro territorio.