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apr 012012
 
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Intervento del capogruppo dell’ Idv alla Provincia di Potenza Angelo Lamboglia.
“L’indagine svolta dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sui costi che i cittadini hanno sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel corso del 2011 dimostra come il lievitare dei costi imponga una seria riflessione sulle politiche da proporre e sostenere nel merito, per un settore strategico che rappresenti una risorsa piuttosto che un problema. Pur riconoscendo che in Basilicata il costo di smaltimento è al di sotto della media nazionale, non possiamo esimerci dal considerare i vari ritardi sia in merito al completamento dell’impiantistica che in merito ad una raccolta differenziata ferma ad esigue percentuali nonostante i piccoli numeri della nostra regione.
Considerato che la nuova impiantistica, prevista nel Piano dei rifiuti del 2002 che ad oggi non ha ancora trovato piena attuazione, avrebbe dovuto incrementare i costi di conferimento presso le discariche per incentivare la raccolta differenziata a monte, si capisce bene come ci si trovi di fronte ad una problematica che necessita di scelte di indirizzo senza ambiguità alcuna. Nel rispetto del concetto di sostenibilità ambientale che pone al centro dell’azione il risparmio energetico, e considerato che ogni prodotto dalla produzione allo smaltimento richiede un determinato quantitativo di energia, diventa sempre più un’esigenza l’adeguamento dell’attuale sistema verso un modello che veda nel recupero e nella riduzione alla fonte dei rifiuti i suoi irrinunciabili assi portanti.
Un ruolo importante, in un tale contesto, è ricoperto dal concetto di “tariffa”. Il sistema tariffario verso il quale necessariamente si deve tendere, coerentemente con la raccolta differenziata, è innegabilmente un elemento premiante della ridotta produzione dei rifiuti secondo il criterio “meno produci e meno paghi”. A tal proposito, volendo sgomberare il campo da equivoci che vedono alcuni sostenere l’incremento della differenziata in funzione della produzione di materiale ad alto potere calorifico per gli impianti di combustione, è necessario che la politica si attivi concretamente, affinché si realizzi una raccolta differenziata di qualità creando connessione tra i consorzi di filiera, l’imprenditoria che trasforma e quella che commercializza. Evidenziando che un tale modello potrebbe contribuire a creare un indotto imprenditoriale in grado di ingenerare insediamenti nelle aree industriali della regione, in contrasto con l’attuale trend di abbandono, è necessario che la politica rimetta mano al Piano regionale dei rifiuti, ormai obsoleto, attenendosi alle Direttive europee che impongono agli Stati membri, entro il 12 dicembre 2013, di adottare programmi di prevenzione con pure finalità atte a limitare i rifiuti alla fonte e incoraggiando, nel contempo, il sistema produttivo verso una gestione del prodotto che generi minori rifiuti. Dunque, appare evidente il carattere d’importanza che riveste oggi un’azione di questo tipo che consentirebbe l’innesco di un percorso con chiari ricadute nel campo della ricerca, dell’università, nonché della formazione e della tecnologia.
Solo attraverso tali politiche di prevenzione, riduzione e riutilizzo, che hanno il lungimirante obiettivo di chiudere il ciclo dei rifiuti limitandone la produzione, sarà possibile guidare le amministrazioni pubbliche nell’organizzazione delle varie attività, che se analizzate in un’ottica unitaria, contribuiranno non poco alla creazione di un indotto virtuoso ricco di riflessi positivi in ambito sociale ed economico. E’ necessario pensare che la Basilicata possa diventare un modello di sviluppo sostenibile in cui i bassi costi di smaltimento corrispondano ad un efficiente sistema produttivo che, basandosi sul riciclo e la riduzione, trasformi il rifiuto in una risorsa in grado di alimentare una filiera e non dei monopoli”.