Flash Feed Scroll Reader
feb 022012
 
image_pdfimage_print

Ecco quanto ci scrive il consigliere regionale Gianni Rosa del Pdl lucano.
“Tre mesi passati invano, anzi tre mesi trascorsi guardano alle lotte intestine nel PD con accuse di procure parallele e di mail anonime, al contempo i piccoli partiti alzavano la voce per non sentirsi estranei a vicende che si svolgevano in stanze loro inaccessibili. Tre mesi nei quali lo stesso Consiglio regionale è stato ostacolato nella sua attività in attesa che i generali del Pd prendessero qualche decisione sui futuri assetti.
Sono serviti a qualcosa questi 90 giorni?
Ai lucani non di certo, ai giovani ancora meno leggendo le ultime statistiche sulla disoccupazione in Italia che vedono la Basilicata tra le maglie nere; qualcuno lo dica anche al Presidente De Filippo che ancora esalta il ponte per l’occupazione cioè 500 euro mensili a testa a quelle poche centinaia di giovani che parteciperanno a quel progetto.
In concreto, non è stata una verifica perchè nessuna questione è stata affrontata, nessun tema di grande interesse generale è stato sviscerato: a parte le solite frasi di rito su sviluppo, giovani, ambiente e via dicendo non vi è stato un documento politico sottoscritto per far capire i motivi di questa verifica-crisi-cambiamento istituzionale. Non è stata neanche una crisi politica perchè di Politica ne abbiamo vista poca, anzi addirittura è stata assente.
Come è successo allora?
Solo un autoreferenziale cambiamento di poltrone in una coalizione a pezzi per un assetto traballante e prossimo a cadere ai primi venti di elezioni del 2013. Corsi e ricorsi storici, già nella passata legislatura De Filippo e gli Stati Maggiori del Pd azzerarono in una nottata – qualche mala lingua dice dopo una cena al Country In – una Giunta regionale. Il famoso cambio di marcia che avrebbe fatto risalire la Basilicata, a quella neo giunta si susseguirono altri cambiamenti che videro prima le dimissioni di Folino e poi la fuoriuscita di Roberto Falotico e l’ingresso di Straziuso e del sempreverde Viti. I risultati di quella Giunta ancora sono un mistero per le cronache.
E con questi trascorsi possiamo credere che il nuovo esecutivo sia quello definitivo?
Nasce già con una scadenza. Basta considerare che su sei assessori ne hanno tolti due, vuol dire che non hanno funzionato nel loro ruolo. Dei 4 rimasti, ben tre hanno cambiato dipartimento; allora bisogna pensare che hanno fatto poco e male nei loro settori. Ne rimane solo uno al suo posto: l’assessore alla salute Attilio Martorano. Che sia stato premiato per il suo lavoro, lo zelo e le capacità? E’ rimasto in sella all’assessorato più importante per i cospicui finanziariamente ma per ben altri motivi. Usiamo un po’ di fantasia e di creatività, facciamo un po’ di fantapolitica per controbilanciare l’impolitica della maggioranza. I generali compresi quelli senza esercito del Centrosinistra lucano hanno già la mente alle prossime lezioni politiche ed amministrative, inoltre le Province di fatto saranno esautorate almeno come scranno di Potere e quindi bisogna pensare ai “Precari di Lusso”, ovvero coloro che hanno nel politicare il proprio mestiere. Poi vi saranno le politiche, allora qualche attuale assessore non pensa già all’Urbe? Che i lidi dei sogni di Mancusi, Mastrosimone e Mazzocco non si trovano sullo Jonio, ma sul Tevere è risaputo. E poi vi sarà Potenza, il capoluogo di regione già in scadenza elettorale e con un sindaco ingombrante, potente elettoralmente. Non credo che ancora una volta Santarsiero obbedirà alla realpolitik ed ai diktat del Pd scegliendo un profilo basso e quasi anonimo. Allora continuiamo con la Fantapolitica che non danneggia di certo i lucani, a quello ci pensano già a Viale Verrastro. Anno 2013 la Profezia di De Filippo: partono 3 per Roma ne entrano altri tre in Giunta regionale, poi per non lasciare vuoti di potere a Potenza, l’assessore Martorano beve l’amaro calice del Pd per proiettarsi ad essere primo cittadino, lasciando lo scranno di successore al suo predecessore Vito Santarsiero”.